Oria, Calò (Liberi): «Il cambiamento è cominciato con la spartizione delle poltrone»

Si riceve e pubblica:

Cittadini, esultate, il cambiamento è iniziato!

Venerdì 27 luglio 2018, nel corso della prima seduta del consiglio comunale, si è consumato il primo vero atto del cambiamento. È chiaramente sarcastica la nostra considerazione, posto che, diversamente dagli auspici, la prima seduta consiliare dell’era Maria Lucia Carone ha fatto emergere il vecchio ed incallito modo di fare politica.

Esaminate le condizioni di eleggibilità, con il coordinamento dei lavori affidato al consigliere Ferretti in qualità di consigliere anziano, i consiglieri comunali sono stati chiamati ad eleggere il presidente. Per garantire l’elezione del Presidente è stata sufficiente una sola votazione, con il raggiungimento di 11 voti (10 consiglieri + sindaco) in favore di Cosimo Patisso – meglio conosciuto come Mimino Jordan – che ha ottenuto pertanto il consenso unanime della maggioranza. La minoranza invece ha attribuito i 6 voti restanti al consigliere Ferretti.

Massimo Calò

Le operazioni fin qui compiute potrebbero mostrarsi apparentemente normali, ma per quello che si dirà in seguito non è affatto così. Preliminarmente è doveroso richiamare l’attenzione sul criterio adottato dalla maggioranza che, al di là di ogni buon proposito dedito ad omaggiare il cambiamento, ha di fatto riproposto il vecchio ed impolverato sistema.

In relazione al nostro tangibile assunto, ritenevamo poco probabile l’assegnazione della presidenza del Consiglio alla minoranza, tuttavia era proprio la speranza nel cambiamento che ci lasciava lontanamente illudere che questo potesse verificarsi.

Speravamo di essere smentiti con l’attribuzione della scranno più prestigioso dell’assise alla minoranza, con la riconoscenza della presidenza, perché no, a Ferretti che, oltre a gratificarne la qualità di consigliere anziano e più suffragato della città, avrebbe di fatto rappresentato un primo, vero, segnale di cambiamento.

A quanto pare però le pretese in merito all’ultima poltrona rimasta da assegnare erano e restano tuttora molte all’interno della maggioranza e pertanto la flebile possibilità di veder assegnare la presidenza del Consiglio alla minoranza è stata spudoratamente scartata.

Le indiscrezioni che aleggiavano nel corso degli ultimi giorni mostravano non poche sofferenze in merito all’assegnazione della carica di presidente del Consiglio, attorno alla quale, evidentemente, non si riusciva a trovare la quadra e probabilmente è stata sì raggiunta ma non con il beneplacito di tutti, atteso che, prima ancora di procedere all’elezione di Cosimo Patisso alla presidenza del Consiglio, si sono avvicendati due interventi da parte di due consiglieri comunali di maggioranza, il primo da parte di Lucia Iaia ed il secondo da parte di Giovanni Trentino che sostanzialmente hanno posto in evidenza una non lineare condotta nella scelta del criterio per l’elezione del presidente del Consiglio, criterio che non soddisfa minimamente le esigenze del tanto sperato cambiamento, ma al contrario ripropone prepotentemente il vecchio sistema di fare politica con l’indigesta spartizione delle poltrone.

A tal proposito consentiteci anche di ricordare che nel 2015 il consigliere Tommaso Carone, che allora occupava le fila della minoranza, proprio durante l’elezione del presidente del Consiglio, ebbe a dire che si doveva cambiare passo, superando qualsiasi contrapposizione ed un presidente eletto nelle fila della minoranza sarebbe stato espressione di fair play istituzionale come in tante altre realtà cittadine.

Queste le parole del Consigliere Tommaso Carone proferite appena tre anni fa che tuttavia sono state platealmente smentite dal suo stesso comportamento perché mai come questa volta, quale consigliere di maggioranza, avrebbe potuto e dovuto mettere in atto la sua volontà mostrandosi garante del cambiamento con i fatti e non con le frasi di circostanza.

Anche l’insediamento di Cosimo Ferretti nel 2015 non è stato tra i più felici, difatti, nel corso del primo Consiglio comunale ed esattamente durante l’elezione dei componenti della commissione elettorale, venne a mancare il numero legale. La circostanza palesò fin da subito notevoli difficoltà nella tenuta della maggioranza che giunse a prematura capitolazione dopo appena due anni dal suo insediamento. Comparando quella situazione con questa che ha contraddistinto l’esordio dell’attuale Amministrazione, si potrebbe verosimilmente già parlare di un triste preludio che potrebbe portare al verificarsi di spiacevoli accadimenti in un orizzonte non troppo lontano.

Benvenuto, cambiamento!  

Il portavoce di Liberi

Massimo Calò

 

 

 

 

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