Scippi in serie ai danni delle anziane tra la fine di maggio e l’inizio di giugno: due arresti


Scippavano le pensionate del posto. Stamattina all’alba, i carabinieri della Stazione e del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare (ai domiciliari), emessa dal Gip del Tribunale di Brindisi su richiesta del pubblico ministero Pierpaolo Montinaro, a carico del 22enne Carlo Taurisano e della 34enne Marialuisa Pellegrino, tutti e due francavillesi. I due, stando alle risultanze investigative con le quali hanno concordato sia la Procura che il giudice preliminare, sarebbero responsabili di 13 furti con strappo di collanine in oro ai danni di cinque ultraottantenni e di quattro ultrasettantenni. I fatti si collocano nel periodo tra l’ultima decade di maggio e la prima decade di giugno 2018.

I reati sono stati connotati dallo stesso, identico modus operandi. Il principale responsabile è stato individuato in Taurisano, che in cinque occasioni avrebbe agito in concorso con Pellegrino. L’autore dei colpi era sempre descritto dalle vittime con un giovane di 25-30 anni, capelli castani e corti, corporatura esile, con indosso jeans e maglietta di colore bianco. Sempre simili, inoltre, oltre alla scelta delle “prede”, anche le circostanze di tempo e luogo: più o meno la solita ora, quando le anziane si trovavano da sole sedute davanti casa o per strada in posti isolati. Una mano alle indagini è stata fornita dalle registrazioni delle telecamere di sorveglianza pubblici e privati, oltre che dal riconoscimento fotografico da parte delle persone scippate.

Durante l’attività investigativa è stato anche denunciato a piede libero un gioielliere, titolare di un esercizio proprio nella Città degli imperiali, trovato in possesso di quattro dei preziosi provento di scippo: le collane erano state acquistate, ma non caricate sul registro merci. Pellegrino, difesa dall’avvocato Domenico Attanasi, oltre che per gli scippi, è stata anche denunciata per ricettazione. La donna, infatti, avrebbe rivenduto a un “Compro Oro” di Taranto due collane d’inconfondibile – sempre secondo le tesi accusatorie – provenienza illecita: era rotto il moschettone di chiusura. Dopo le formalità di rito, quindi i due sono stati sottoposti ai domiciliari.

 

 

 

 

 

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