Cadde a causa di una buca e chiese i danni, ma per i giudici sarebbe bastata maggiore prudenza


L’avvocato Andrea Saracino

Nei giorni scorsi, la seconda sezione civile della Corte d’Appello di Lecce ha dato ragione al Comune di Francavilla Fontana dopo che una cittadina francavillese aveva citato a giudizio l’ente per chiedere i danni patiti a seguito di una caduta causata da una buca stradale. Secondo i giudici sia di primo che di secondo grado la donna avrebbe semplicemente dovuto prestare una maggiore attenzione per evitare l’inciampo. I fatti finiti a processo risalgono alle 13,15 circa del 7 maggio 2011: R.G. – oggi deceduta – scese da un’auto parcheggiata all’intersezione tra via Baracca e via Savoia e mise il piede in fallo in una pozzanghera che, a suo dire, celava una buca di grosse dimensioni. Qualche giorno più tardi, per il tramite del suo legale di fiducia, chiese i danni all’ente cui, successivamente, in assenza di componimento bonario, decise di fare causa per pretendere il ristoro dei danni patrimoniali e no. Dopo una prima sentenza favorevole, in conseguenza del ricorso in appello da parte della donna, il Comune si rivolse all’avvocato Andrea Saracino del Foro di Brindisi. Di recente, la Corte ha accolto le tesi difensive e stabilito che – nonostante il fatto storico sia stato provato nelle circostanze di tempo e di luogo, come anche le lesioni subite in conseguenza della caduta – è stata comunque dimostrata dal legale la sussistenza del caso fortuito, consistito nella condotta “imprudente o comunque inavveduta della danneggiata”. Non è stato dimostrato a processo, invece, che la buca fosse ricolma d’acqua né che non vi fosse illuminazione sufficiente, anche in considerazione dell’orario diurno, eventualità che avrebbe reso più probabile l’incidente. Per il collegio giudicante, dunque, la donna avrebbe potuto percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo e aggirare l’insidia stradale. La parte attrice è stata quindi condannata al pagamento delle spese processuali sostenute dall’ente e delle spese di lite.

 

 

 

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