Spari al quartiere San Lorenzo, arrestato anche il padre del 23enne


Dopo il 23enne Giovanni D’Angela, i carabinieri della Compagnia di Francavilla Fontana hanno arrestato anche suo padre, il 46enne Cosimo. Il primo è accusato del tentato omicidio del 38enne Dario Caniglia, raggiunto al collo e a un braccio dal colpo partito da un fucile a canne mozze. Il secondo, di detenzione illecita di arma comune da sparo, cioè lo stesso fucile calibro 20, risultato rubato negli anni ’80 a Ceglie Messapica. Nell’appartamento dei D’Angela sono state anche recuperate 15 cartucce. Agli investigatori, il 46enne ha raccontato di aver trovato fucile e munizioni abbandonati tra le campagne.

I fatti sono tuttora in fase di ricostruzione, ma da quanto emerso, intorno alle 14 di ieri pomeriggio (martedì 25 settembre) Giovanni D’Angela si è presentato al civico 46 di via Calamandrei, immobili ex Iacp nel quartiere San Lorenzo della Città degli Imperiali. Quando il suo vicino di casa Caniglia si è affacciato, Giovanni D’Angela avrebbe fatto fuoco da distanza ravvicinata – un solo sparo, ma doppio per via della stessa conformazione del fucile – e ferito alla parte destra del collo e al braccio destro il suo rivale, poi colpito anche con il calciolo dell’arma.Successivamente, sarebbe intervenuto Cosimo D’Angela: strappato il fucile dalle mani del figlio, l’avrebbe nascosto nel loro appartamento, dov’è stato poi fatto trovare ai militari.

Caniglia, nel frattempo, è stato soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale a Brindisi a bordo di un’autoambulanza del 118: le sue condizioni sono gravissime, è sospeso tra la vita e la morte.

L’avvocato Donato Manelli

Sembra che tra il ferito e i D’Angela da tempo non corresse buon sangue e che anche ieri, prima dello sparo, fra i tre vi fossero stati degli ennesimi alterchi.

Nelle prossime ore saranno celebrati davanti al Gip del Tribunale di Brindisi gli interrogatori di convalida degli arresti.

I D’Angela sono difesi dall’avvocato Donato Manelli, che punta sulla legittima difesa da parte del 23enne (in casa di Caniglia c’era una mazza da baseball). Caniglia, invece, è assistito dall’avvocato Michele Fino.

Sono stati sottoposti a sequestro il fucile e l’appartamento di Caniglia.

Il fucile e le munizioni sequestrati

 

 

 

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