Non voleva saperne di lasciare in pace la sua ex: domiciliari per un 28enne


Dal divieto di avvicinamento ai domiciliari per stalking nei confronti di una donna. I carabinieri della Stazione di San Donaci hanno eseguito un’ordinanza di sostituzione della misura coercitiva, emessa dal Gip del Tribunale di Brindisi, a carico di un 28enne agricoltore sandonacese.

L’uomo non ha mai accettato l’interruzione della relazione con la sua ex e da quando è stato lasciato – nel mese di gennaio 2018 – ha cominciato a perseguitarla e a tempestarla di telefonate e messaggi mediante i social network.

Le reiterate condotte di assillo e minaccia ha ingenerato nella donna uno stato di ansia e paura, tanto da averla costretta a cambiare il suo stile di vita. Diverse le occasioni nelle quali l’ha seguita e si è appostato in prossimità dei luoghi da lei frequentati e di casa sua. In un caso si è presentato sotto la sua abitazione, ha preteso di parlarle contro la sua volontà e tentato di sottrarle le chiavi dell’auto nella quale la donna si era rifugiata. In un altro caso l’ha bloccata in un locale d’intrattenimento, dove la donna era in compagnia di altre persone, e ha inveito contro di lei fino a quando non è stato allontanato con le cattive dal proprietario dell’esercizio.

Ma non solo: il 28enne si è anche presentato sul luogo di lavoro della ex e, sempre con la pretesa di parlarle, ha tentato di rompere a spallate e testate la vetrata d’ingresso. Quando la donna ha tirato giù la saracinesca elettrica, egli l’ha forzata e scardinata dal binario. Nello scorso mese di luglio ha applicato del nastro isolante sul citofono dell’abitazione – rimasto incantato – l’ha così costretta a uscire e l’ha inseguita.

Nel mese di settembre è stato quindi sottoposto al divieto di avvicinarsi ai luoghi da lei abitualmente frequentati, ma ciononostante ha proseguito imperterrito nei suoi comportamenti persecutori.

Di qui la decisione del giudice di sottoporlo a una misura più afflittiva, e cioè ai domiciliari. D’ora in poi non potrà allontanarsi da casa senza l’autorizzazione del giudice né comunicare non solo con la persona perseguitata, ma neppure con persone diverse da quelle che con lui coabitano.

 

 

 

 

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