Questione di prospettiva? Il dosso della discordia nell’aspirante città della mobilità sostenibile


Ma il dosso o, meglio, l’attraversamento pedonale rialzato di viale Vincenzo Lilla dove finisce?

Secondo taluni – soprattutto della minoranza – in un’aiuola; secondo talaltri – soprattutto della maggioranza – passa da marciapiedi a marciapiedi. Come spesso, la verità sta probabilmente nel mezzo. Dal dosso al paradosso, insomma, il passo è stato relativamente breve.

La prima foto circolata tra le polemiche nella serata di martedì 26 marzo

È una questione che tiene banco da ieri sera, quando sul solito facebook ha cominciato a circolare una foto in notturna (quella a lato) dalla prospettiva piuttosto eloquente: il rallentatore stradale, della cui installazione si erano nel frattempo fregiati diversi tra gli amministratori, termina quasi del tutto nelle aiuole quanto meno sul lato destro del marciapiede.

Nuove foto pubblicate oggi con la luce del sole e scattate da altra angolazione smentiscono, almeno parzialmente, le tesi e le critiche del giorno prima: non l’intero dosso sfocia, per così dire, nelle aiuole.

Quindi chi ha ragione tra le due fazioni contendenti? Un po’ tutte e due, in parte entrambe.

L’assessore Tatarano in sella a una bici elettrica che era stata donata al Comune (salvo poi, pare, essere stata rubata)

Nella Città degli Imperiali, che aspira a diventare anche la città della mobilità sostenibile, è però fuori discussione il fatto che di quelle “zebre” possano usufruire a fatica persone con disabilità motorie e genitori con passeggino al seguito: nei varchi tra le aiuole mancano, infatti, gli scivoli per agevolarne il passaggio sui marciapiedi. Non si esclude che possano comunque comparire in seguito.

Intanto, l’assessore al ramo, Sergio Taratano, ha espresso soddisfazione per questo primo intervento: «Proviamo a realizzare qualcosa di utile secondo la nostra visione organica di città a misura di pedone», ha scritto sul proprio profilo fb con riferimento non soltanto al “dosso” di viale Lilla ma anche agli altri 12 comparsi nel resto del centro urbano, soprattutto in prossimità delle scuole e dei punti d’ingresso a Francavilla Fontana.

Non ha apprezzato il modo e la collocazione del dosso di viale Lilla, invece, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Antonio Andrisano il quale – dopo aver postato su fb un’affatto criptica immagine con hashtag #GeniAssoluti e aver ironizzato-polemizzato sull’argomento perlopiù con il presidente del Consiglio comunale Domenico Attanasi – si è espresso in questi termini:

Antonio Andrisano, capogruppo di Forza Italia

«Devo registrare come taluno si sarebbe meravigliato del mio intervento in merito alla realizzazione delle strisce pedonali di viale Lilla ritenendolo, evidentemente, un argomento di scarso rilievo. Innanzitutto ringrazio tutti coloro che hanno una considerazione così elevata della mia persona ed, in ragione della quale, dovrei parlare solo di massimi sistemi. Ritengo, invece, essere questo argomento meritevole di approfondimento trattandosi, tra l’altro, della prima opera pubblica che quest’amministrazione consegna alla Città. Sotto il profilo squisitamente tecnico mi permetto di rilevare come il corredo fotografico non abbisogni di ulteriori spiegazioni trattandosi di un esempio da manuale di mobilità sostenibile. Sarebbe stato sufficiente realizzare il passaggio pedonale rialzato solo alcuni metri più avanti per avere un perfetto allineamento tra i due marciapiedi opposti. Ritengo invece mortificante difendere l’operato trincerandosi dietro richiami a precedenti situazioni di fatto che non possono e non debbono giustificare eventuali errori e/o disattenzioni nella progettazione ed esecuzione dell’opera in questione».

E, intanto, le strisce di Abbey Road mute al cospetto del dosso di Lilla’s Avenue…

Qui di seguito una gallery di foto del dosso della discordia immortalato da diverse prospettive:

 

 

 

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