L’ex sindaco di Oria: «Che delusione questo cambiamento, serve una mossa: meno social, più fatti»

L’ex sindaco di Oria Cosimo Pomarico

Qui di seguito un intervento dell’ex sindaco Cosimo Pomarico in qualità, com’egli stesso si definisce, di libero cittadino:

Oria dorme e non bastano le tantissime  lodevoli iniziative delle Associazioni che hanno animato e promosso le peculiarità culturali e agricole di Oria per svegliarla e creare crescita e lavoro. Come non bastano le migliaia di lampadine di Natale, o l‘acquisto di qualche nuovo interruttore propagandato come se fosse l’opera più importate degli ultimi 20 anni.

Oria  dorme, e la promessa della  ripresa raccontata in campagna elettorale con l’apertura nel centro storico di tanti laboratori artigianali specializzati si è rivelata illusoria.

Oria, si sa, o fa turismo o non ha futuro, ha tutte le carte in regola per farlo, e per fare turismo di qualità per attrarre turisti da tutto il mondo non basta avere i Monumenti e il Torneo dei Rioni ma deve investire sull’accoglienza e sui servizi essenziali a cominciare dai bagni pubblici sì, dico bene, proprio dai bagni pubblici, come si fa in tutte le città turistiche civili e progredite.  Aprire quelli chiusi e ricostruire quelli uomo-donna di Piazza Lorch è una delle priorità che questa Amministrazione ha il dovere di affrontare e realizzare.

Una piazza pensata e realizzata per le grandi manifestazioni, della quale Oria era  sprovvista, se lasciata così com’è oggi, senza servizi, produce solo malcontento e delusione per chi viene a Oria, e brucia le tradizionali relazioni sociali tra i pensionati che usano da decenni Piazza Lorch come luogo di incontro, di amicizia e di socializzazione.

Altrettanto dicasi per l’ufficio informazioni e per la segnaletica stradale. Strumenti preziosissimi nei confronti dei quali non si avverte nessuna attenzione e nessuna nuova programmazione.

Anche per il Museo. Risorsa avanzata e di punta per fare reddito, lavoro e turismo, attraverso il quale raccontiamo i nostri tremila anni di storia e sul quale, dopo la chiusura del Castello, avevamo  posto tutte le nostre speranze di crescita e di sviluppo turistico, rimasto quasi abbandonato ancora senza direttore responsabile, senza alcuna iniziativa di promozione e senza un piano gestionale valido per farne una fonte di reddito, di lavoro e di attrazione turistica.

Anche il sito archeologico “Ing. Pasculli” altra possibile fonte di reddito perennemente chiuss. E  nessun tentativo di discussione e di ripresa  di interesse neanche sul PUG, piano regolatore, strumento irrinunciabile per la crescita e il progresso della città, come non c’è nessun tentativo di riprendere il progetto sicurezza, punto centrale per tutte le altre città, attraverso il recupero del funzionamento delle 100 e passa telecamere costate oltre 100 mila euro. E sul quale funzionamento, qualche anno fa, è stato vinto un contenzioso con l’azienda responsabile dell’impianto, che ha versato 11mila euro al Comune, recuperato le telecamere mancanti, e messo a punto l’intero quadro di funzionamento  e di regia negli uffici della Polizia municipale.

E che dire della zona industriale dove ancora mancano le opere primarie e le  infrastrutture necessarie per lo sviluppo di un area dalla quale dipende il futuro economico ed occupazionale di Ori?   

E la stessa cosa dicasi per la nuova palestra realizzata nella zona industriale con il finanziamento  “Io gioco legale” ottenuto dalla dott.ssa Iaculli. Non è stata ancora consegnata alle società sportive ed agli sbandieratori in particolare, questo luogo dove finalmente potrebbero svolgere in tranquillità i loro allenamenti.

Un po’ più d’impegno ci vuole anche sul decoro e la buona immagine della città. Sono stati recuperati 400mila euro per investimenti  e per rifare le strade che stanno provocando tanti danni economici e fisici ai cittadini. Cosa aspettate?

La  politica dell’apparire fine a se stessa e dei proclami  fatta fino ad oggi  non interessa agli oritani. C’è bisogno di cose concrete e utili. Almeno provateci.                                                                                       

Cosimo Pomarico

 

 

 

 

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