“Ccè ti piaci lu piattu mia?”, i bimbi delle scuole sfoggiano le loro composizioni pasquali

“Ccè ti piace lu piattu mia?”, sicuramente una frase ben conosciuta tanto da non avere bisogno di essere tradotta e così emblematica perché carica di tutta la tradizione legata ai Riti della Settimana Santa francavillese.
Non c’è sicuramente bambino e adulto che non conosca l’antica tradizione del piatto pasquale o che almeno una volta nella propria infanzia non si sia cimentato nella realizzazione e nella nostra del proprio operato il Mercoledì Santo.
Ieri non è stato difficile incrociare bambini sorridenti ma anche soddisfatti del loro duro lavoro di preparazione di quel piatto, fatto di grano seminato nell’ovatta e germogliato al buio, innaffiato tutti i giorni con tanta pazienza, in cui erano riposte le loro speranze di crescita di quei sottili fili d’erba, trepidanti poi di poterlo addobbare con i simboli pasquali e primaverili per farne bella mostra per le strade della città e per di più con l’autorizzazione dei genitori di poter suonare indisturbati ai citofoni delle case, questa volta senza correre via, e ricevere in cambio qualche soldino dopo aver pronunciato con orgoglio “Ccè ti piaci lu piattu mia?”.
E ieri quei bambini sono diventati il “popolo” degli alunni dei tre istituti comprensivi della città degli Imperiali che si sono dati appuntamento in piazza Giovanni XXIII, proprio davanti al simbolo religioso più imponente della città, la Basilica del Santissimo Rosario, accompagnati da genitori e docenti per fare mostra e anche sfoggio delle loro velleità artistiche nell’adornare il famoso piatto pasquale.
Nelle settimane precedenti il mercoledì santo si sono cimentati in classe nella semina e fioritura del grano per poter partecipare all’iniziativa tenutasi ieri e promossa dall’amministrazione comunale.
Ieri, alle 18, erano tutti presenti a questo raduno unitario delle scuole primarie dei comprensivi francavillesi che ha trasformato il salotto della città, per una volta, in una piazza fiorita grazie ai loro piatti variopinti e dare così avvio alle tradizioni della Settimana Santa.
Ad accogliere i bambini anche Don Alfonso Bentivoglio che li ha accompagnati a deporre i piatti in chiesa per abbellirla e addobbarla in previsione di questo Giovedì Santo in cui i veri protagonisti saranno i sepolcri e il cammino silente dei “Pappamusci”.

Federica Sternativo

 

 

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