Come comportarsi in caso di stalking: consigli e raccomandazioni dell’esperta

 
di Francesca Marrazzo*
In seguito alla vicenda del 48enne che continua a perseguitare l’ex moglie, malgrado il divieto di avvicinamento, vogliamo diffondere alla conoscenza di tutti il circolo vizioso di chi non accetta la fine di una relazione.
La fine di una relazione innesca molte emozioni dolorose, in questo caso è il senso di rifiuto a prendere il sopravvento.
La dottoressa Francesca Marrazzo

Il rifiuto fa male e brucia a lungo, portando alla sensazione di non essere più desiderati, stimati e necessari agli occhi dell’ex partner.

Un orrendo twist emotivo che ci porta a provare rabbia, vergogna, scarsa autostima, sensi di colpa cui seguono a ruota:
vulnerabilità, zero fiducia in noi stessi e vittimismo scatenato… Un mix esplosivo di negatività.
Perché il partner entra in un circolo vizioso?
Accade quando la separazione non è stata accettata o elaborata a pieno sul piano psicologico, quando si rifiuta il distacco e ricatta, manipola affettivamente chi crede ancora sia parte della sua vita.
Nulla esclude ci possa anche essere un disturbo di dipendenza affettiva, di un vissuto personale passato che ha impedito uno sviluppo armonioso della persona.
In questo caso ci troviamo di fronte ad una condizione di STALKING, che non accenna ad arrestarsi; scatta dapprima una violenza psicologica, un’ossessione assoluta, l’unico obiettivo da raggiungere a tutti i costi… anche con la violenza fisica.
I consigli sono SOLO questi:
• Evitare ogni tipo di contatto con lo STALKER: cercare di essere gentili e parlare per fargli comprendere  che sta sbagliando, non farà altro che rafforzare i suoi tentativi di cercare un contatto con voi. Per voi lo stalker non deve più esistere.
• Cercare l’aiuto delle autorità anche se precedentemente già fatto e rivolgersi a chi opera in questo settore: è importante conservare le prove… messaggi, e-mail, lista delle chiamate, appuntarsi quando ed a che ora lo avete trovato sotto casa;
• Studiare un piano di sicurezza ed emergenza: fornire ai propri familiari, amici, coinquilini, colleghi di lavoro, le informazioni su quanto vi sta accadendo.
Accettare la fine di una storia è ciò di quanto più naturale si possa fare, bisogna ricordarsi di come si sia completi anche da soli!
*Sociologa e criminologa (specializzata in criminologia clinica e dei delitti passionali)

 

 

 

 

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