La lettera di un cittadino: “La mia bellissima Francavilla da civitas medievale a orinatoio moderno”

Ospitiamo qui di seguito lettera di un cittadino francavillese a proposito della situazione attuale, a suo dire, nel suo comune:

Francavilla Fontana fin dal Neolitico ha conosciuto la civiltà. Risalgono infatti a questo periodo gli insediamenti trovati in contrada Cadetto. Dallo VIII secolo a.C. l’odierna città inizia a svilupparsi sotto il dominio dei Messapi, antica popolazione illirica, stanziatasi tra Murgia, Salento e parte della provincia di Taranto. In questa fase storica, la struttura di Francavilla era prettamente rurale e composta da insiemi di fattorie. Alcuni storici ritengono che proprio a Francavilla Fontana sia sorta “Rudiae”, l’antico centro che diede i natali allo scrittore romano Quinto Ennio.

Ben 16 secoli dopo, esattamente nel Medioevo, Francavilla Fontana assunse lo stato di “civitas” grazie al principe di Taranto Filippo D’Angiò. Il nobile costruì la sua “umile” dimora per le vacanze proprio nell’attuale centro della nostra amata cittadina. Le prime case del borgo medievale si sono sviluppate proprio intorno a questo palazzo.

Il centro storico di Francavilla Fontana, è a mio parere uno dei più belli e suggestivi della zona. Stradine e vicoli si sviluppano tra le porte dell’antica città medioevale; piacevole camminare sulle “chianche” ovvero il tipico pavimento in pietra calcarea. Pietra, tra le altre, utilizzata anche per i trulli di Alberobello, città famosa in tutto il mondo e patrimonio dell’umanità dal 1996 per UNESCO. Che dire dei “monumenti” di interesse storico e culturale come ad esempio la “Chiesa Matrice” (Chiesa Collegiata del Santissimo Rosario) elevata a basilica Minore dal Vaticano, con la cupola più alta del Salento? E della bellissima Chiesa dei “Padri Liguorini” alla quale è stato dato l’appellativo di “chiesa d’oro” perché la luce, quando penetra all’interno attraverso i tredici finestroni, mette in risalto gli stucchi, i fregi dorati con oro zecchino e gli intarsi di madreperla, creando suggestivi effetti cromatici? Per non parlare dei palazzi storici, dei balconi decorati! Queste sono solo alcune delle meraviglie della mia città.

Purtroppo in questi ultimi anni, da quando la movida si è spostata nel centro storico, tutto questo si sta perdendo. Gli splendidi vicoli caratteristici, sono pieni di ragazzi che (ahimè) non sono lì per godersi le bellezze che il borgo antico offre ma per ubriacarsi, drogarsi, imbrattare, per fare i bisogni fisiologici senza degnarsi del minimo pudore…

Il pudore è venuto a mancare nei ragazzi. Coloro che dovrebbero portare innovazione, idee di miglioramento per far risorgere il nostro paese…distruggono più e peggio di quanto la classe precedente non abbia fatto.

Le vecchie generazioni non ci hanno lasciato una grande eredità in termini di civiltà assoluta, ma non credo che chiunque abbia un po’ di amor proprio, amore per la propria terra, si metta a “pisciare” dietro il primo angolo od a scarabocchiare con pennarelli e bombolette spray il muro di qualche abitazione…

A tutto questo, si aggiunge il difficile controllo dei vigili urbani. Alle 21 cessa la vigilanza. Nel corso della giornata, il servizio di pattugliamento è garantito pur nell’organico ridotto. Nelle ore notturne la città di 37.000 anime è sguarnita da servizio di prevenzione.

In questo gioco, le istituzioni magari avranno anche una certa responsabilità ma…c’è anche l’incapacità dei genitori francavillesi “moderni”! C’è un senso corretto e sostanziale ad educare i figli alla civiltà ed alla condivisione? I problemi di Francavilla nascono anche da questo!

Quindi, cari concittadini e care concittadine, cerchiamo una soluzione condivisa.
Non preoccupatevi, non sono i vostri figli… sono quelli degli altri, l’importante è crederci…

Agli amministratori, che spero leggano questo articolo, voglio solo dire una cosa: il post non ha intento polemico. Chi scrive è un comune cittadino stanco di questa situazione e che vuole avere maggiore sicurezza, e, soprattutto, non vuole che moglie e figlia si ritrovino davanti, uscendo da casa, qualcuno che sta urinando vicino la propria porta.

William Donzelli

 

 

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