Multa per il parcheggio a una guardia medica in visita. La sindaca: “Sarebbe assurdo, verbale da annullare”


Una guardia medica in visita domiciliare è stata impietosamente sanzionata dagli ausiliari del traffico, ieri pomeriggio, a Oria. Ciò, nonostante sul cruscotto della sua auto, accanto al talloncino dell’Ordine dei Medici, vi fosse un biglietto con su scritto, a caratteri cubitali, “Medico in visita domiciliare”. Sta di fatto che la dottoressa, residente nel Barese, si è ugualmente ritrovata il verbale sotto i tergicristalli dell’auto e ci è anche un po’ rimasta male perché una “barbarie” del genere non le era mai capitata. Non si tratta, ovviamente, di un problema economico: il pagamento di una “multa” – vivaddio! – un medico può ancora permetterselo. Si tratta, più che altro, di un fatto di civiltà. Una guardia medica chiamata per un’urgenza domiciliare potrebbe mai porsi il problema del parcheggio col rischio di ritardare il soccorso al paziente? Risposta ovvia: no. E, allora, al di là di tutto, serve buonsenso. Chi ha redatto quel verbale (e non sappiamo di chi si tratti) dispone di una sensibilità?
Cioè, una volta che hai ispezionato il cruscotto di quell’auto e, anziché il ticket del parcheggio, ci hai trovato un talloncino autentico e numerato dell’Ordine dei medici, oltre al foglietto di cortesia con su scritto “medico in visita domiciliare”, non ti è passato minimante per la testa che stessi sanzionando un pubblico ufficiale sanitario – dipendente Asl – che se avessi avuto un problema, sarebbe venuto gratuitamente anche a casa tua?
Senza costruire l’ennesima eppure giustificatissima polemica sulla solerte (venalmente?) gestione dei parcheggi a pagamento nel centro abitato di Oria, Lo Strillone ha riferito l’accaduto direttamente alla sindaca Maria Lucia Carone, la quale si è mostrata comprensiva e disponibile: “Come mia abitudine, effettuerò le verifiche del caso, ma se ciò che ho appreso rispondesse alla realtà dei fatti, il verbale sarà sicuramente annullato, anche a costo di dover pagare io in prima persona quella sanzione. Dirò di più: sono disposta a ricevere la dottoressa e a chiarire personalmente la questione, eventualmenre porgendole le scuse a nome della comunità. Se è successo quello che mi raccontate, e non ho motivo per dubitarne, ma mi corre l’obbligo di verificarlo, adotterò ogni atto opportuno e consequenziale”.
Si spera che, nell’interesse di tutti, la storia abbia un lieto fine.

 

 

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