Contributo per la festa patronale, polemica con botta e risposta tra Bruno e Attanasi

Le luminarie dello scorso anno

Di solito, per convenzione, d’estate e fino a dopo la festa patronale a Francavilla Fontana cessano le ostilità politiche. Non è stato così quest’anno – anzi, forse complice il caldo, i toni dello scontro si sono addirittura acuiti – e non fa eccezione neppure la settimana che precede immediatamente la festa in onore della Madonna della Fontana. La delibera col contributo stanziato dall’Amministrazione comunale era stata appena pubblicata ed ecco che l’ex sindaco, oggi consigliere comunale in quota Pd, Maurizio Bruno, è partito all’attacco: troppi, per lui, 60mila euro, uno schiaffo in faccia ai cittadini. Pronta anche la difesa d’ufficio del presidente del Consiglio comunale Domenico Attanasi, secondo il quale ad alcuni non va mai bene nulla: prima a lamentarsi di un’estate al risparmio, poi di una festa patronale esageratamente ricca.I due hanno espresso le loro posizioni sui rispettivi profili facebook, eccole qui di seguito.

Bruno: «”Con la Delibera di giunta n.331 del 10.09.2019 si autorizza alla concessione di un contributo straordinario al comitato festa patronale di 60 mila euro”. Si possono togliere 60mila euro, ripeto, 60mila euro ai cittadini francavillesi per pagare la Festa Patronale? Ma stiamo impazzendo?

A questo siamo arrivati? Farsi belli con i soldi dei cittadini, raschiando il fondo del barile non per aiutare chi ha bisogno, non per offrire servizi migliori alla città, ma per distrarre i francavillesi con luci e colori perché questi all’Amministrazione nessuno li sopporta più?

Tutte le precedenti amministrazioni hanno sempre stanziato importanti contributi per la festa patronale che è per tutti noi un momento di unione, di riflessione e comunità. Ma parliamo di 15-20mila euro. Il resto dei soldi poi stava al Comitato ricercarli grazie all’impegno e alla partecipazione di sponsor e volontari.

Qui invece quelli del “Cambiamento” fanno pagare il conto alla città, perché è più facile così ed è troppo importante per loro far dimenticare ai cittadini, con luci e colori, un anno e mezzo di nulla.

Credono di riparare così, a spese dei francavillesi, un’altra estate deserta e fallimentare, un altro anno di immobilismo e di promesse mancate, di errori, di assenza e di arroganza. Ma adesso, davvero, state esagerando».

Il presidente del Consiglio comunale Domenico Attanasi

Attanasi: «Crescere o morire?

Trovo francamente ridicola oltre che sintomatica di una inguaribile miopia politica la polemica riguardante lo stanziamento disposto dal Comune in favore del Comitato Festa Patronale.

Premettiamo che si tratta di una contribuzione “massima” di 60.000 euro che pertanto potrà essere “ridotta in misura corrispondente alle risorse, risultanti dal rendiconto, che il Comitato riuscirà ad acquisire da altri enti pubblici o privati per la copertura delle quota di spesa indicata nella richiesta”.

Inoltre “l’effettiva erogazione del contributo avverrà, comunque, solo se e nella misura in cui le somme rendicontate superino il descritto vaglio tecnico e contabile dei competenti Uffici”.

Ma al di là dei tecnicismi, che comunque mirano a garantire la rigorosa osservanza dei princìpi di buon andamento e di trasparenza della Pubblica Amministrazione, ciò che davvero non riesco a comprendere è come si possa conciliare la polemica sulla presunta eccessiva spesa con la contemporanea lamentela circa un presunto esito “fallimentare” delle iniziative estive.

Cioè, da un lato si grida allo scandalo perchè il Comune ha deciso di sostenere con alcune decine di migliaia di euro una inziativa fortemente identitaria e partecipata come quella relativa ai festeggiamenti della Santa Patrona.

Dall’altro, ci si lamenta perché le iniziative estive sono state poche o poco partecipate.

I paragoni sono sempre gli stessi. Ceglie, Locorotondo, e via discorrendo.

Ma guardando per esempio il bilancio di Ceglie, è facile verificare come in questi anni il comune messapico abbia destinato a questo genere iniziative risorse per alcune centinaia di migliaia di euro. Quest’anno, secondo quanto mi è stato riferito da fonti piuttosto attendibili, parliamo di 500.000 euro.

A Francavilla, che è un comune di dimensioni credo doppie rispetto a Ceglie, registriamo invece reazioni isteriche per 60.000 euro.

E allora, lo chiedo ai miei concittadini: vogliamo crescere o morire? Per crescere qualche euro bisogna spenderlo. Senza aumentare i tributi locali o chiedere altri sacrifici ai contribuenti, sia chiaro, ma bisogna spendere, investire, pensare (almeno un po’) in grande.

Diversamente, possiamo pure risparmiare, tenere tutto in cassa, ma senza lamentarci.

Grazie».

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