La denuncia di una cittadina italiana: «Dei ragazzini in villa comunale mi hanno dato della negra»


Quello che riportiamo qui di seguito è il post che una donna – cittadina italiana, residente a Francavilla Fontana – ha pubblicato ieri sera nel gruppo facebook “Francavilla Fontana Vistadame”:

«Ho appena cacciato dei ragazzi maleducati dalla giostra in villa per i diversamente abili. Ok che ‘sti ragazzi sono scostumati e non c’è senso civico, ma i dovuti controlli dove stanno? E comunque da 31 anni vivo a Francavilla e sono cittadina italiana, ma mi sono sentita dire dai “mammocci” (bambocci, ndr) negra. Cari genitori, insegnate le cose primarie ai vostri figli, altrimenti teneteli chiusi in casa se non riescono a stare in società. Vergognatevi due volte. Per gli insulti e per la giostra».

Questo il fatto rappresentato dalla donna, fatto che qualora corrispondesse a realtà – e non si ha motivo di dubitarne – sarebbe di una gravità disarmante. Quegli adolescenti, nel giro di cinque minuti cinque, si sarebbero mostrati irrispettosi e persino razzisti: dapprima fruendo di un bene pubblico (la giostra per disabili) riservata a una categoria di cui, a quanto pare, fortunatamente non fanno parte; successivamente, inveendo contro una persona le cui uniche “colpe” erano quelle di averli rimproverati, peraltro pienamente nel giusto, e di avere il colore della pelle diverso dal loro.

Se questa rappresentasse anche soltanto una minima parte del retroterra socio-culturale delle giovani generazioni locali, vorrebbe dire che c’è ancora tantissimo da lavorare.

Sarebbe, pertanto, quantomai opportuno intervenire, al più presto e su più livelli, con adeguate campagne d’informazione, prim’ancora che di sensibilizzazione, da parte delle istituzioni.

Comune, scuola e ministri di culto (qualunque esso sia) dovrebbero impegnarsi e ingegnarsi per estirpare alla radice questi fenomeni, esercitando il potere loro riconosciuto non soltanto sui minori, ma anche e soprattutto sugli adulti.

Perché, in casi del genere, il problema è rappresentato proprio dalle basi di rispetto, educazione e civile convivenza che una famiglia e una comunità sana potrebbero e dovrebbero saper trasmettere.

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