Rapinatore incastrato da telecamere e dna: ora in carcere


I carabinieri della Stazione di Oria hanno eseguito, nella mattinata di lunedì 4 novembre, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Brindisi Maurizio Saso su richiesta del pubblico ministero  Giampiero Nascimbeni, a carico del 32enne oritano Andrea Summa. I reati contestatigli sono concorso in rapina ed evasione dagli arresti domiciliari.Stando alle indagini condotte dagli investigatori dell’Arma – guidati dal luogotenente Roberto Borrello – intorno alle 20,30 del 19 agosto 2017, Summa e un complice (il 20enne Vincenzo Tramontano, per il quale si è proceduto separatamente) fecero irruzione nel negozio “Bolle di Sapone” in via Francavilla Fontana, a Oria, e dietro la minaccia di un coltello a serramanico (impugnato da Tramontano) costrinsero il titolare a consegnare loro il registratore di cassa contenente una somma tra i 700 e gli 800 euro. Dopo il colpo, i due fuggirono in direzione Fratelli Bandiera. In località Monte Impisi furono, infatti, ritrovati e sequestrati gli indumenti indossati dai rapinatori, il registratore di cassa vuoto e lo stesso coltello.I militari dell’Arma acquisirono, oltre alle dichiarazioni delle vittime, i filmati delle telecamere di sorveglianza dell’esercizio e disposero accertamenti tecnico-scientifici per verificare la presenza, sui reperti, di materiale biologico che consentisse di risalire, attraverso la comparazione genetica (DNA) ai responsabili della rapina. Uno dei profili isolati condusse proprio a Summa – in quel periodo, peraltro, sottoposto ai domiciliari – la cui corporatura corrispondeva peraltro a quella di uno dei banditi immortalati dalle telecamere. Di qui il provvedimento emesso nei suoi confronti dopo l’analisi circa i gravi indizi di colpevolezza e la sussistenza delle esigenze cautelari. Dopo le formalità, quindi, il 32enne è stato condotto nella casa circondariale di Brindisi.

 

Resta aggiornato

Iscriviti alle nostre newsletter