Scuola, storia e mass media: il libro dell’insegnante, le riflessioni del prof


Qui di seguito alcune riflessioni del professor Mimmo Tardio (anche consigliere comunale a Francavilla Fontana) a margine della presentazione, l’altra sera, del libro pubblicato dall’insegnante Maria Grazia Martina:

Mimmo Tardio

Il saggio “Storia e Mass Media – Le nuove forme della comunicazione storica” presentato da Maria Grazia Martina, insegnante della scuola primaria del 1° Comprensivo “A. Moro-Virgilio” di Francavilla Fontana, e pubblicato da BookSprint Editori, pone alcune interessanti riflessioni per considerare come il racconto della storia, fatto di ricerca scientifica e scrupolosa documentazione delle fonti, sia oggi​ sovrastata dai linguaggi della comunicazione, giornali, radio, tv e non solo, che sono in grado di modificare non solo la coscienza collettiva ma lo stesso antico principio che “la storia è maestra di vita”. ​

Il ruolo sempre più preponderante dei mass media, attraverso i dibattiti in radio e televisione, consente loro a comunicare in maniera più puntuale ed immediata dello storico.

La copertina del libro

Questi mezzi di comunicazione di massa entrano nella maggior parte delle case degli italiani, e grazie alla loro carica emotiva sono in grado di entrare nella memoria collettiva anche col rischio di una narrazione storica non sempre corretta e trasmessa ad un pubblico che non legge ma guarda.

Oggi più che mai non esiste più nulla che non abbia a che fare con i media nella vita quotidiana delle giovani generazioni che, in ordine alla disciplina della storia, mostrano scarsa motivazione anche perché interessati a vivere solo il presente senza ricorrere alle radici del passato.

Per la suola diventa urgente ristabilire il rapporto che i giovani hanno perso con la storia in modo che essa possa entrare nella dimensione della loro vita sia dal punto di vista emotivo che intellettuale.

Gli insegnanti sono chiamati a costruire un percorso didattico che metta in evidenza come gli studenti, interpreti nel loro tempo, non avendo memoria percepiscono il senso di vuoto del passato.

“Noi siamo parte di questo secolo ed esso è parte di noi”. ​ Tocca alla scuola il compito di insegnare ai giovani ad aiutare la memoria con la storia per non cadere in una forma di oblio collettivo che ostacola la crescita democratica della società civile.

Allora, i mezzi di comunicazione insieme alla scuola, conclude l’autrice, potranno svolgere un ruolo intermediario indispensabile alla conoscenza e comprensione della storia come strumenti per la conservazione della memoria storica e dell’identità collettiva.

Questo non significa rinunciare alla serietà del proprio lavoro ma saper cogliere le molteplici opportunità di comunicare la storia che può tornare ad essere ancora “maestra di vita”.

Mimmo Tardio

[Le foto a corredo del posto sono state scattate da Enzo Balestra]

Quarta di copertina

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