Francavilla, Curto: «Denuzzo fiero dell’ordinario ma silente su troppi nodi cruciali…»

Euprepio Curto

Si riceve e pubblica:Una premessa! All’Amministrazione guidata dal Sindaco Denuzzo va riconosciuto il merito di avere reintrodotto una certa sobrietà e un particolare stile nel dibattito politico, anche se in ciò, va pure detto, è stata agevolata dalla sostanziale anemicità dello stesso.

Pur tuttavia, l’attesa conferenza stampa di fine d’anno con cui il sindaco avrebbe fatto conoscere non solo l’attività svolta dal suo Esecutivo, ma, soprattutto, le linee programmatiche e gli obiettivi per i mesi a venire, non ha destato grandi entusiasmi in chi scrive.

Al di là dell’ordinaria amministrazione, quale sicuramente è l’attività, pur importante, dei Servizi Sociali, la riparazione di poche strade sconnesse, o il voler promuovere ancor di più i riti della Settimana Santa, non mi pare che vi sia molto di più, a meno che non si ritenga che il salto di qualità sia stato apportato da due novità epocali, quali l’introduzione del carro attrezzi e dell’autoscan.

Il Sindaco ha parlato di Francavilla come di una città che per lungo tempo è stata abituata ad opere incompiute, con ciò muovendo un evidente rilievo e una sottile critica all’attività delle precedenti Amministrazioni.

Ma, agendo in tal modo, il primo cittadino non ha affrontato il problema: l’ha semplicemente eluso, poiché, se l’avesse effettivamente affrontato sulla scorta di una concreta cultura politico-amministrativa, avrebbe dovuto individuare, puntualizzandole, le relative responsabilità e, al contempo, avrebbe dovuto indicare le nuove direttrici.

Plastico esempio di quest’ultimo rilievo è sicuramente la sconcertante vicenda della zona ad Alto Rischio R4, che sicuramente necessita di nuovi interventi, ma che sin d’ora potrebbe consentire una classificazione molto meno penalizzante se questa Amministrazione facesse una cosa semplicissima: comunicare all’Autorità di Bacino quali opere siano state effettuate successivamente alla classificazione di detta area come R4.

Sconcertante è invece il silenzio sul Centro di Carico Intermodale, che, checché se ne dica, può ancora contare su ingenti risorse finanziarie assegnate durante una Legge Finanziaria di tantissimi anni fa. Quattro milioni e cinquecentomila euro, di cui, se non erro, e sono convinto di non sbagliare, un milione e ottocentomila euro da anni già accreditati alle casse comunali.

Pur tuttavia, considero il silenzio sul Centro di Carico intermodale non solo un silenzio sul futuro della struttura, ma anche il silenzio assordante sul tema del lavoro e della occupazione.

Tema che tutte le Amministrazioni locali ormai dovrebbero porsi, alla luce dei nuovi ruoli che un Ente, come il Comune, dovrà rivestire negli anni a venire. Un silenzio, su questo tema, che accompagna l’altro grande silenzio sul mancato avvio di un poliambulatorio, circostanza nella quale una maggioranza pavida e incerta, insieme con una opposizione invertebrata, non hanno avuto il coraggio, a differenza di altre città più piccole di Francavilla, vedi Mesagne, di porre alla valutazione del Consiglio Comunale il tema della sussistenza di un interesse pubblico dominante e predominante, sì da consentire di operare in deroga alle NTA.

Intanto, si allarga sempre più il divario con le altre città limitrofe: Oria e Ceglie Messapica in testa nella ristorazione, Mesagne per ciò che riguarda i poliambulatori e Centri diagnostici, Latiano per realtà sociali operanti nel ramo del welfare. Per non parlare della rilevanza Politica della città che, a differenza del passato, molto probabilmente tra qualche mese si dividerà su quale candidato “straniero” orientare i consensi. Fatto che non sarebbe grave se gli “invasori” fossero di buon conio. Mentre, invece, a sentire i primi nomi, pare doversi fare riferimento a chi era collocato nelle ultime file della generazione politica precedente.

Né pare idonea a rendere meno amara tale impietosa analisi il progetto, rectius: l’idea di recupero dell’ex mercato coperto che, almeno per come è stata presentata, assomiglia molto all’utopia di foscoliana memoria.

Un’idea della quale un solo aspetto è sicuramente chiaro a chi non ha bisogno di braccioli per navigare nel mare della Politica: che, o si fa con i fondi europei, oppure non si fa! Tutto questo mentre tutto tace sull’ex Fiera Mostra, sull’Ospedale Vecchio, e su un Pug che, sorto nel corso della sciagurata legislatura del 2009, è passato sotto diversi sindaci e commissari prefettizi senza mai essere approvato, né mai revocato!

Alla faccia dei tanti mascalzoni che nel corso degli anni precedenti avevano ipotizzato la presenza di chissà quali oscuri e torbidi interessi da parte di chi oggi è fuori dal Consiglio comunale, e dal 2006 fuori da qualsiasi maggioranza.

Ma il silenzio più imbarazzante del capo di questa Amministrazione è quello sul ruolo e sul potere impropriamente esercitato da alcuni dirigenti, uno dei quali continua a gestire potere politico più della politica, o, comunque, molto di più di quanto essa politica s’illude di esercitare.

Un dirigente, che ove mai ne avessi avuto il potere politico, avrei lestamente rimosso da tempo dal ruolo e dalla funzione, quanto meno al fine di evitare all’Ente locale potenziali serissimi problemi e altrettanto molto seri imbarazzi. Riflessioni e valutazioni che trasferisco a chi oggi amministra la città, per l’uso che, nel caso, riterrà di farne.

Avv. Euprepio Curto

Resta aggiornato

Iscriviti alle nostre newsletter