Nuovi ritardi e disagi all’hub vaccinale di Oria: ecco cos’è successo stavolta


Non è stato come lunedì scorso, quando smaltire le lunghe code di gente prenotata – eppure in attesa per ore – aveva rappresentato una sorta di un’impresa titanica. Ma anche quest’oggi si sono verificati ritardi e disagi all’hub vaccinale di contrada Salinelle ad Oria, dov’è stato somministrato AstraZeneca a 77 e 76enni. Tutto inizialmente sembrava filare liscio o quasi: intorno alle 12, il tempo di attesa per entrare era di circa un’ora. Per dire: i prenotati a mezzogiorno entravano alle 13, poi il tempo necessario per essere chiamati dai medici per l’anamnesi, infine l’agognata prima dose. In un’ora e tre quarti circa, massimo due, insomma, si era di ritorno. E uno, al di là del solito disagio ad aspettare in piedi e al vento, fuori dal cancelletto d’ingresso, lo mette anche in conto.Qualcosa è però successo dopo le 14: a quanto pare, ha smesso di funzionare il computer per la stampa dei certificati di vaccinazione. Così, le operazioni hanno subito dei rallentamenti e la gente già vaccinata, terminati i 15 minuti di osservazione, è stata costretta ad attendere ancora e ancora fino a quando lo strumento informatico e la connessione si sono ripresi.Nel frattempo, il tempo di pazienza tra fuori, dentro e post vaccino ha superato in scioltezza le due ore.

Sia chiaro: nulla contro gli operatori sia del volontariato, sia sanitari, che non hanno avuto responsabilità alcuna sul caso e, anzi, hanno continuato solertemente nelle loro operazioni. Resta il fatto di un sopravvenuto ritardo imputabile forse all’organizzazione – è stato previsto un piano B con dei fogli vergati a mano in queste evenienze? – o, perlomeno, alla sfortuna…

Si tenga conto che si parla di persone anziane e di loro accompagnatori con questi ultimi che, se possono, sono costretti a prendere un giorno al lavoro per accompagnare i propri cari.

Questi sono i fatti: chi ne tace o li minimizza o è interessato oppure, peggio, è in malafede. Ma una terza opzione ce la mettiamo pure: è un grande ottimista.

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