Infangò su FB la memoria del geometra Andriulo: condannato per diffamazione aggravata il ragioniere De Franco

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Diffamazione aggravata a mezzo stampa o, per meglio dire, a mezzo social network. Il giudice monocratico del Tribunale di Brindisi Angelo Zizzari ha condannato Antonio De Franco, 61enne, ragioniere e sindacalista di Francavilla Fontana, dopo che questi – il 31 agosto 2017 – offese la memoria di Gerardo Andriulo, geometra e costruttore edile scomparso solo qualche giorno prima.

La sentenza, emessa il 28 aprile 2021 è divenuta definitiva, così come la condanna nei confronti De Franco: una multa da 15mila euro oltre al pagamento delle spese processuali; 7mila euro a testa a ciascuna delle parti civili costituitesi (gli eredi di Andriulo, assistiti dall’avvocato Tommaso Resta), oltre al pagamento delle spese processuali da loro sostenute (circa 4mila euro).

Il procedimento originò proprio dalla querela presentata dai quattro eredi del defunto (moglie e tre figli), i quali si sentirono diffamati da un post pubblicato sulla pagina fb “Francavilla Fontana nel Mondo” gestita proprio da De Franco.

Quest’ultimo, a pochi giorni dalla dipartita di Andriulo, lo insultò pesantemente sul noto social network. Senza riportare nello specifico gli insulti – peraltro, cristallizzati nella sentenza di condanna – l’autore del post attribuì ad Andriulo presunte malefatte in materia di urbanistica da lui, in realtà, mai compiute. È emerso ed è stato documentato a processo, infatti, come la pressoché totalità dell’invettiva del ragioniere nei confronti del defunto geometra fosse frutto di considerazioni azzardate e finanche fantasiose, persino non in linea con l’effettiva realtà storica.

Di qui le considerazioni, in fatto e in diritto, espresse dal giudice, che ha optato per una condanna ritenuta doverosa e inevitabile a carico di De Franco, tra l’altro già gravato da precedenti penali che per tale motivo non può beneficiare della sospensione condizionale della pena “non potendosi presumere che questi si asterrà dalla commissione di ulteriori condotte criminose”.

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