Falsi attestati OSS, cinque arresti. I partecipanti pagavano fino a 3mila euro

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False certificazioni al termine dei corsi per Operatori socio sanitari, i cosiddetti OSS. I documenti recavano anche loghi contraffatti dell’Unione Europea e di altre istituzioni pubbliche. L’operazione “Attestati sterili” della guardia di finanza si è concentrata sui reati di truffa aggravata, contraffazione di atti con valenza pubblica, falsità materiale e autoriciclaggio. Ipotizzata anche l’associazione per delinquere. Le fiamme gialle dei Comandi provinciali di Brindisi e Lecce hanno quindi eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Brindisi, su richiesta della Procura, nei confronti di cinque persone, anche se gli indagati sono al momento 11.

In cinque ai domiciliari

La misura cautelare dei domiciliari è stata emessa a carico di: E.O., 36 anni, originaria di Brindisi e residente a Roma; F.D.M, 32 anni, originario di Manduria (Taranto) e residente a Lecce; C.R., 42 anni, di Fragagnano (Taranto); M.S., 53 anni, di Fragagnano (Taranto); C.D.G., 55 anni, di Sava (Taranto). 

Le denunce

L’indagine, condotta in collaborazione con il Nas carabinieri di Lecce, partì da una serie di denunce dei partecipanti ai corsi (in presenza e online) per OSS e OSSS (operatore socia sanitario specializzato) organizzati da “Forma Italia”, ente di formazione con sede prima a Lecce, poi a Roma.

Amministratori di fatto

Una coppia di coniugi (F.D.M. e E.O.) sarebbero stati gli amministratori di fatto di “Forma Italia”, sebbene non ricoprissero cariche sociali dal 2018. Si sarebbero occupati di gestire i profitti illeciti investendoli nell’acquisto di quote societarie, immobili e altre operazioni economico-finanziarie da parte di società che si ritiene fossero a loro collegate.

Presidente e responsabile dei corsi

Presidente della fondazione e responsabile didattico-formativo dei corsi erogati, oltre che legale rappresentante di altre società finite sotto la lente degli investigatori, era invece C.R. Rappresentanti legali di altre società collegate, poi, M.S. e C.D.G.

Gli attestati falsi

“Forma Italia” avrebbe rilasciato, al termine dei corsi, degli attestati privi di ogni valore giuridico, recanti loghi, immagini e timbri dell’UE, delle Regioni Puglia, Abruzzo, Campania e del Ministero dello Sviluppo economico. Attestati non spendibili né in strutture pubbliche né private. La fondazione è risultata non essere neppure iscritta nel Registro prefettizio delle persone giuridiche, uno dei requisiti per poter operare regolarmente ed essere accreditata presso le Regioni, Puglia compresa.

Sequestri

Il denaro che la fondazione incassava sarebbe stato “lavato” mediante la creazione di presunte società satellite che poi comparivano nella compravendita di azioni societarie, immobili e cessione contanti per una somma che si sarebbe aggirata attorno a 1.400.000 euro.
Perciò, il gip del Tribunale di Lecce ha anche disposto il sequestro di somme per un ammontare superiore al milione di euro a carico della fondazione e del suo responsabile.

Intanto, il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della guardia di finanza di Roma è al lavoro per oscurare siti internet e social media collegabili al “giro” degli attestati irregolari. Sono tuttora in corso in tutt’Italia perquisizioni e sequestri, giacché sarebbero state 250 le società in qualche modo collegate a “Forma Italia”. All’opera anche i Nas di Lecce, Napoli e Salerno.

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