Prende la patente C, il prefetto gliela toglie, poi il Tar gliela restituisce: per lui maggiori possibilità di reinserimento lavorativo e sociale

Patente C sì, patente C no. Questo il dilemma. Il Prefetto gliel’aveva tolta, il Tar gliel’ha ridata. Protagonista di questa storia un 30enne residente a San Pancrazio Salentino in passato condannato per spaccio di stupefacenti.

Dopo aver preso la patente per la guida di mezzi pesanti, ecco la chiamata della Motorizzazione per dirgli che gli sarebbe stata revocata su ordine della Prefettura in quanto non in possesso dei “requisiti morali”.

L’avvocato Francesco Fina del Foro di Lecce, però, si è rivolto al Tribunale amministrativo regionale – sede distaccata di Lecce che con ordinanza (presidente Enrico D’Arpe) ha accolto il ricorso e disposto che il sampancraziese, già in possesso della patente B, tornasse a poter guidare anche i mezzi per i quali è prevista l’abilitazione di categoria C.

Una possibilità che, peraltro, gli avrebbe consentito di lavorare con maggiore facilità e quindi di reinserirsi meglio nella società.

Ora, quindi, la Prefettura dovrà restituire al conducente la patente ritiratagli.

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