Droga a Oria, tutto partì da due intimidazioni in rapida successione: i nomi dei sette indagati

Secondo investigatori e inquirenti, un’ipotesi di spaccio “home made”, a conduzione prettamente familiare. Un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Brindisi su richiesta della Procura, è stata eseguita nelle prime ore del mattino di quest’oggi a carico di sette persone, tutte residenti a Oria (gli indagati, in totale, sono nove). Per loro l’accusa è di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti: eroina, cocaina, marijuana e hashish.

Cinque sono finiti in carcere, due ai domiciliari.

Si tratta di:

Massimo Italiano 27 anni; Giuseppe Mazza 49; Gabriele Pipino 24; Simone Recchia 33; Pasquale Vitrugno detto Lino 32; Anna Lucia Zanzarelli 45; Angelo Zanzarelli 42.

Recchia e Vitrugno ai domiciliari, gli altri in carcere.

Tutto partì da una doppia intimidazione ai danni di nipote e zio tra il 22 e il 23 gennaio 2021. Il nipote – non sottoposto a misura – fu colpito a una gamba anche se se la cavò con qualche giorno di prognosi. Per lui, fortunatamente, niente di troppo grave. Il giorno dopo, lo zio si ritrovò un proiettile sulla scocca della sua auto, anche se non denunciò l’accaduto.

Le indagini partirono dal collegamento tra questi due episodi, che avrebbero consentito ai carabinieri della Compagnia di Francavilla – al comando del capitano Gianluca Cipolletta – coordinati dalla Procura brindisina – di puntare i riflettori su presunti contrasti nello spaccio di stupefacenti. Ipotesi accusatorie che sono ovviamente tutte da dimostrare.

La piazza di spaccio sarebbe stata unicamente quella di Oria. Le cessioni di droga sarebbero avvenute su appuntamento in un condominio nel quale risiedono alcuni degli indagati, oppure anche in bar e stazioni di servizio. Sempre ed esclusivamente a Oria.

Gli indagati, al momento, sono difesi dagli avvocati di fiducia Pasquale Annicchiarico e Pasquale Fistetti del Foro di Brindisi e Fabio Falco del Foro di Taranto.

Nei prossimi giorni gli interrogatori di garanzia, a partire dalle persone ristrette in carcere; a seguire quelle sottoposte ai domiciliari. Gli indagati avrebbero cercato di sfuggire alle attenzioni degli investigatori anche cambiando di frequente le schede Sim dei loro smartphone.

L’operazione è stata denominata “Beautiful” poiché al telefono tra loro e con i clienti gli indagati si sarebbero salutati con “Ehi, bello”, “Ciao, bello”, Bello mi'” e simili. Di qui il vocabolo inglese per denominare l’operazione scattata all’alba di stamane, 30 giugno 2022, che ha consentito di sequestrare altre dosi di stupefacenti e altri soldi di dubbia provenienza, oltre che mettere in sicurezza il quadro probatorio sin qui acquisito e impedire reiterazioni dei reati o eventuali fughe degli indagati.

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