Distretto socio-sanitario 3, il dott. Taurisano nuovo direttore: riorganizzazione dei servizi in mano a lui

Il dottor Giovanni Taurisano, oritano trapiantato a Francavilla Fontana e francavillese trapiantato a Oria, è stato nominato lo scorso 30 giugno quale nuovo direttore del Distretto socio-sanitario Brindisi 3 per i prossimi cinque anni (con periodo di prova di sei mesi).

La sua figura e la sua professionalità sono state selezionate a seguito di concorso interno per titoli e colloquio indetto circa un anno fa.

Taurisano, medico di lungo corso e apprezzato, ha già ricoperto incarichi di responsabilità in seno alla Asl brindisina e ora ha sulle sue spalle la riorganizzazione dei servizi offerti dal Distretto socio-sanitario con epicentro Francavilla Fontana (piazza Dimitri, ospedale vecchio), ma che copre anche i comuni di Carovigno, Ceglie Messapica, Oria, San Michele Salentino e Villa Castelli.

Il direttore generale Asl Flavio Maria Roseto, il direttore amministrativo Andrea Chiari e il direttore sanitario Vito Campanile hanno individuato in Taurisano – noto anche per le sue esperienze politiche, attualmente è consigliere a Francavilla Fontana – la figura ideale per rilanciare e ammodernare tutta quella serie di prestazioni di competenza del Distretto.

Interpellato sull’argomento, il dottor Taurisano ha dichiarato: “Sono fiero di questo riconoscimento che giunge quasi al culmine di anni e anni di onorata carriera, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il giorno del pensionamento, per fortuna o purtroppo, si avvicina sempre più ma io cercherò di dare il mio contributo per migliorare il Distretto, ovviamente partendo dalla mia esperienza e dalla conoscenza sul campo di problematiche e professionalità. In fondo, io e i miei collaboratori in tutti questi anni siamo stati sempre all’avanguardia e soprattutto vicini alla gente e alle sue necessità sanitarie”.

Taurisano potrebbe andare a riposo fra un paio d’anni, ma pare intenzionato a prorogare – nei limiti consentiti dalla legge – la sua attività, perché, ammette un po’ sornione, il suo lavoro è sempre stato parte integrante della sua vita. Fermo proprio non sa starsene.

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