Denunciò il suo superiore per aver minacciato di atti sessuali una collega che protestava: nessuna diffamazione, assolto sindacalista

Denunciò anche pubblicamente un collega delle Poste che, a suo dire, avrebbe usato violenza psicologica e verbale, condita addirittura da minacce di molestie sessuali, nei confronti di un’altra collega portalettere (postina) rea di aver chiesto al suo superiore maggiore sicurezza.

Il Tribunale di Brindisi (giudice Simone Orazio) ha assolto dal reato di diffamazione aggravata il 61enne di Latiano V.P., residente a Francavilla Fontana e difeso dall’avvocato Giacomo Lombardi.

L’uomo, che era peraltro un rappresentante sindacale, nella primavera del 2018 avrebbe semplicemente esercitato un proprio diritto o il dovere imposto da una norma giuridica, pertanto non avrebbe potuto essere condannato.

V.P. a suo tempo scrisse al presidente della Repubblica, al procuratore di Brindisi, al comandante della Compagnia dei carabinieri di Francavilla Fontana, al responsabile Risorse umane di Poste italiane e alla trasmissione televisiva “Le Iene” per denunciare quanto segue:

“Alcuni portalettere, crediamo tutti, vorrebbero ribellarsi a questo puro stato di schiavismo fisico e psicologico, ma a chi si ribella può accadergli di tutto come: violenza psicologica, metodi vessatori e finanche minaccia di atti sessuali, se a ribellarsi sono donne portalettere. Proprio quello che è successo ad una nostra collega applicata presso l’Ufficio postale recapito di Francavilla Fontana”.

Sempre secondo la denuncia del sindacalista, il superiore non solo avrebbe ignorato le lamentele della postina ma, dopo averla invitata a lavorare senza lamentarsi, l’avrebbe anche minacciata di violenza sessuale nel caso in cui non avesse smesso di protestare.

Il denunciante fu querelato dal superiore e finì a giudizio, un giudizio che si è chiuso – salvo appello – lo scorso 7 luglio con l’assoluzione. La motivazione della sentenza sarà depositata entro 90 giorni.

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