La riflessione: “Nord più caro? Falso mito. Noi pugliesi stiamo tirando troppo la corda sui prezzi, ma andare avanti così non va e non andrà bene”

Caro direttore,

so che ne abbiamo già parlato di persona, ma mi piacerebbe che fosse sfatato pubblicamente un falso mito che per esperienza diretta recente, sia mia che tua, sappiamo non esistere né in cielo né in terra. Qual è il falso mito? Eccolo: il Nord costa di più. Niente di più inesatto.

Come te, del resto, con la mia famiglia ho deciso di trascorrere qualche giorno di ferie in controtendenza: niente mare o spiagge assolate, affollate e surriscaldate; bensì, qualche giorno su, a scoprire posti nuovi, paesaggi diversi con maggiori tranquillità e quiete. Tanto noi, alla fine, il mare ce l’abbiamo a portata di mano da giugno a settembre, non ce lo toglie nessuno.

E, allora, come tu sei stato in Emilia Romagna, dove hai scarpinato abbastanza salvo poi rifocillarti come tu sai fare, noi ce ne siamo andati a Cortina d’Ampezzo.

La verità? Ci aspettavamo un salasso. E invece prezzi del tutto abbordabili sia per dimorare che per il resto. Vengo al dunque, ossia a ciò di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi.

La faccio brevissima: una birra bianca particolare con spruzzata di pepe giapponese, uno spritz originale (siamo in Veneto) e un cocktail analcolico in un rinomato bar nella via principale del centro, indovinate quanto ci sono costati? Lo so, non ci crederete: 13,50 euro. Inoltre, ci hanno praticamente offerto patatine fatte in casa negli appositi sacchetti e pizzette a go-go. Queste ultime cose, il companatico, neppure se le sono pagate…

Poi siamo stati a pranzare in una malga ben recensita a 1.200 metri di quota, strade impervie ma paesaggio favoloso. Tra primi, secondi e beverage tipici abbiamo pagato la fantasmagorica cifra di 28 euro a persona…

Mi permetto, col tuo consenso, di ricordare anche una parte del tuo viaggetto emiliano: se non ricordo male, per mangiare locale e bene, mediamente hai speso meno che da noi al Sud. Ricordo quando ci siamo sentiti telefonicamente e mi hai detto che tre pizze a domicilio con salumi di qualità, farcitissime, due birre grandi e una Coca ti sono costate solo 30 euro, compresa la consegna.

Ecco, allora io devo fare una riflessione: va bene che la Puglia negli ultimi anni è diventata una meta gettonatissima, ma forse ci siamo montati un po’ la testa a furia di sentirci i più belli e i più bravi di tutti. Dalle nostre parti, caro direttore, è ormai difficile se non impossibile spendere così poco. I rincari sulle utenze credo, anzi sono sicuro, riguardino anche gli esercenti del Nord che però, non si sa come, ma credo si tratti semplicemente di buonsenso, tengono i prezzi quasi calmierati.

Loro, mi è parso di capire, puntano molto alla quantità dei clienti oltre che alla qualità dei prodotti. Da noi, mi sembra, si bada più a dare la mazzata turistica che a garantirsi un ritorno della clientela.

Direi che sarebbe il caso di darsi una bella regolata, finché si è in tempo. Noi Puglia, per giunta meridionale, non siamo in fin dei conti mica chissà cosa…

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