«Come nella terra dei fuochi: bruciano ogni giorno tanti rifiuti», è allarme tra le campagne di Oria

«Queste campagne non possono diventare la nuova terra dei fuochi». Lo sostengono i residenti di contrada “Patri” (non lontano dal bosco di Laurito) a Oria. Qui, con cadenza pressoché quotidiana, camion carichi di rifiuti di ogni tipo scaricherebbero di tutto un po’ – soprattutto materiali ferrosi e inquinanti – per poi darli alle fiamme. Ciò avverrebbe tanto di buon mattino quanto a sera, rendendo per intere giornate l’aria irrespirabile.

La questione è stata già segnalata alle forze dell’ordine, che hanno assicurato di volersene interessare e con ogni probabilità lo faranno. Nei pressi di masserie, villette e semplici abitazioni rurali (non soltanto di villeggiatura) si consumano scempi ambientali degni di nota. Quell’area è stata evidentemente considerata come sufficientemente nascosta per compiere costantemente illeciti in grado di rendere molto difficoltosa la vita dei cittadini.


Secondo quanto testimoniano anche le immagini raccolte sul posto, le fiamme interessano anche rifiuti speciali (e chissà se anche pericolosi): frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie ormai inservibili ma anche plastiche e persino pneumatici. È noto come per questi rifiuti sia necessario un conferimento ad hoc e un apposito smaltimento, di sicuro non una semplice e sbrigativa bruciatura tra i campi. Il tutto, peraltro, a ridosso di coltivazioni coi prodotti della terra destinati a finire sulle tavole dei consumatori – siano essi coloro che li producono oppure altra gente ignara – dopo aver assorbito ogni conseguenza dell’inquinamento.

La zona di contrada “Patri” può dirsi ormai residenziale: oltre a chi la vive soltanto in estate, sono sempre più numerosi i cittadini per così dire stanziali. L’agro di Oria, in virtù della sua bellezza e del suo essere di fondo incontaminato, da anni fa gola a investitori stranieri. Non fa eccezione contrada “Patri”, dove ormai risiedono stabilmente anche famiglie di gente trasferitasi qui dall’estero. Hanno scelto quella location per godersi tutti i “comfort” di un ambiente e un panorama genuinamente agreste e invece, da qualche tempo a questa parte, si ritrovano a dover fare i contri con la barbarie di gente senza scrupoli capace d’inventarsi discariche un po’ ovunque e a maggior ragione in anfratti sperduti e lontani da occhi indiscreti, cioè quelli delle forze dell’ordine.

La sistematicità dei conferimenti illegali ha però fatto innalzare il livello di guardia, tanto da far gridare oggi a una sorta di scandalo ecologico degno di essere preso in considerazione e contrastato. Fa specie, soprattutto ai forestieri, che si possa utilizzare una campagna a mo’ di un inceneritore a cielo aperto. Sopralluoghi futuri e posizionamento di microcamere – probabilmente già allo studio – potrebbero aiutare a estirpare questo triste e nocivo fenomeno. «Non se ne può davvero più», è il grido della comunità di contrada “Patri”: gente perbene che non intende in alcun modo farsi giustizia da sé, auspicando di essere supportata dalle istituzioni cui si è già rivolta.

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