Suore andate via, convento di San Benedetto e chiesa annessa sono del Comune? Il sindaco: «Questione complessa, stiamo approfondendo»

Il destino del convento di San Benedetto e dell’annessa chiesa di Maria Santissima del Ponte, attualmente chiusi, è stata al centro di una formale interpellanza presentata al sindaco di Oria – il 23 giugno scorso, ma trattata soltanto nel corso dell’ultima seduta delle assise – dal gruppo di consiglieri comunali Attilio Ardito, Antonio Metrangolo, Lucia Iaia, Antonio Proto e Alfonso Panzetta. L’obiettivo era quello di fare luce sulla titolarità di un complesso immobiliare di grande valore storico, culturale e sociale per la città. Il sindaco Cosimo Ferretti, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale, ha dichiarato come sia tuttora oggi in corso “un’attività istruttoria di approfondimento finalizzata alla ricostruzione dell’intero carteggio documentale afferente alla titolarità e alla destinazione giuridica del bene”, non essendo semplice ricostruire tutto.

Non ha parlato, il sindaco, di una titolarità inequivocabile del Comune sul complesso. Qualora così fosse, “sarà cura dell’amministrazione valutare ogni percorso utile alla sua tutela, valorizzazione e restituzione alla collettività per fini coerenti con l’interesse pubblico”. Solo dopodiché – ha detto Ferretti – il Consiglio comunale sarebbe messo al corrente degli sviluppi. Intanto, la strada è quella del dialogo con gli attuali detentori formali del bene, nel rispetto della normativa vigente e per addivenire a una soluzione condivisa. Solo se così non fosse, si penserebbe a iniziativa di natura amministrativa o giudiziaria a tutela degli interessi dell’ente.

Si è parlato poi di un possibile incontro con i responsabili legali dell’istituto delle suore di San Benedetto per fare il punto della situazione. A questo proposito, dopo mesi di vana attesa, Ferretti ha annunciato d’intendere scrivere una lettera di suo pugno per sollecitare questo incontro.

La questione San Bendetto è emersa pubblicamente l’11 giugno scorso, quando il sindaco ha dichiarato la sua preoccupazione circa le sorti del convento, situato in via Castello e proprio a due passi da quest’ultimo monumento.

Il primo cittadino ha rivelato che le suore avrebbero di fatto abbandonato la struttura circa un anno fa, senza informare l’amministrazione sulle loro intenzioni riguardo la destinazione d’uso. Il sindaco ha anche lasciato intendere che il Comune potrebbe vantare diritti reali sull’intero complesso, in quanto all’inizio del secolo scorso fu “affidato” dal sindaco dell’epoca a padre Annibale Maria di Francia. Finora, lo stesso Sindaco ha preferito non intraprendere alcuna iniziativa in merito.

Le parole del sindaco Ferretti

La storia del complesso, tuttavia, è più complessa e radicata in atti ufficiali. Infatti, sia il convento che l’annessa chiesa furono ceduti, ai sensi di un regio decreto del 1866, dal Fondo edifici per il culto al Comune di Oria con atto pubblico sottoscritto in data 2 marzo 1871. L’articolo 20 di quel regio decreto obbligava il Comune a convertire i locali per farne uso di scuole, asili infantili, ricoveri di mendicità, ospedali o altre opere di beneficenza e di pubblica utilità.

Ulteriori approfondimenti provengono dagli studi del compianto professor Alvaro Ancora, documentati nel volume “L’Altra Italia – Saggi e sondaggi di storia meridionale”. Secondo il professor Ancora, all’inizio del secolo scorso, il convento – composto da circa 70 stanze su vari piani, con annessi cortile e giardino – sarebbe stato dato in concessione gratuita non a padre Annibale, ma a un prestanome del vescovo di allora, tale Barsanofio Errico (fratello di Emanuele Errico, vice sindaco e uomo di fiducia del sindaco Giuseppe Carissimo) per farne “un istituto destinato all’educazione ed istruzione delle giovanette di media condizione”.

Il prof Ancora, attraverso lo studio delle carte reperite presso gli archivi storico comunale e vescovile, definiva l’operazione di cessione del convento un “giochetto quadrangolare tra il Vescovo di Oria, la Sacra Congregazione dei Vescovi Regolari, il sindaco Carissimo e i fratelli Errico, che menò per il naso il Consiglio Comunale di Oria, e quindi il popolo di Oria”. Successivamente, il monastero delle benedettine accolse le orfanelle scampate al terremoto di Messina, portate a Oria da Padre Annibale Maria di Francia.

L”interesse consiliare evidenzia il grande valore storico, culturale e sociale del complesso, sottolineando che, qualora fosse nella disponibilità giuridica del Comune, potrebbe essere destinato a finalità di interesse pubblico, educativo, sociale o culturale.

Resta aggiornato

Iscriviti alle nostre newsletter

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com