È scomparso all’età di 94 anni Antonio Rubino, storico titolare dell’omonima gelateria. Un osservatore e testimone diretto dei tanti cambiamenti storici, economici e sociali della nostra comunità. L’attività di famiglia è iniziata con Giolitti a inizio secolo scorso e ha attraversato indenne le due guerre e il secondo dopoguerra, fino ai giorni nostri.
Nella giornata di venerdì 8 agosto è venuto a mancare all’età di 94 anni Antonio Rubino, titolare fino a qualche decennio fa dell’antica gelateria Rubino, oggi affidata a sua figlia Silvia e a suo marito, Francesco Sardiello.
Una dipartita che segna la fine di un passaggio importante anche a livello storico per tutta Francavilla, perché evidenzia la conclusione di una fase segnata da un parallelo tra i cambiamenti sociali e culturali della nostra città e questa attività, da sempre testimone delle vicende della nostra comunità.
Va ricordato che l’apertura come bar caffetteria Rubino risale al lontano 1907 e da allora non si è mai interrotta, conservando nei ricordi e nella testimonianza di vita vissuta di Antonio, in qualità di protagonista diretto, i principali percorsi sociali, economici e culturali dall’inizio del novecento ai giorni nostri.

Infatti, fin da allora, il bar Rubino rappresentava un luogo di incontro, il principale del nucleo cittadino, perché posizionato negli ambienti più significativi e frequentati dai francavillesi che, in quell’esercizio, alternavano la loro vita sociale nell’arco della giornata. Nella prima sede originaria, in Piazza Giovanni XXIII, a lato della Basilica Minore del S.S. Rosario, si alternavano al mattino i braccianti, gli ambulanti e più tardi gli alunni delle scuole elementari; subito dopo le massaie e nella tarda mattinata coloro che appartenevano alle classi più agiate, che lì trovavano spazio di convivialità in attesa del pranzo.
Così a ruota, fino all’imbrunire, al rientro dei contadini, che si riunivano a sera per organizzare la giornata successiva. In seguito, con lo spostamento in Piazza Umberto I negli anni ‘50, il Bar Rubino si caratterizzava come punto di ristoro e di ritrovo dei venditori del mercato, “la piazza coperta”, divenendo luogo naturale di incontri politici e istituzionali tra i protagonisti di quel tempo, grazie anche alla presenza della sede della polizia municipale e del vicino municipio.
Insomma un mondo che si muoveva attorno a luoghi ben precisi del paese, coincidenti con la sede di questa storica attività. In queste fasi la famiglia Rubino ha vissuto passaggi importanti, dalla prima guerra mondiale al biennio rosso e al ventennio fascista, e ancora il secondo conflitto e il dopoguerra, il boom economico dei primi anni ’60.
In queste fasi la clientela e i riti comuni, così come i comportamenti, si sono modificati nel tempo e Francavilla li ha vissuti totalmente, pur essendo distante dai fervori e dalle inquietudini che permeavano le vicende delle grandi città: la motorizzazione di massa, la crescita e le trasformazioni portate dalla nascita di nuovi e imponenti insediamenti, come la allora Italsider di Taranto.
Esperienze che hanno comportato notevoli modifiche sociali, con la conseguente ascesa di una vocazione nuova per la città, quella commerciale, che negli anni ’80 ha dato vita ad una ripresa e a un profondo rinnovamento economico. In questo tratto storico il bar di Antonio Rubino si è trasformato nuovamente, da attività di somministrazione di bevande a gelateria artigianale, variando la sua offerta e trasferendo la sua sede sempre in Corso Umberto I, in quella che è la sede attuale.
È facile intuire quanti fatti e circostanze facevano parte del patrimonio di ricordi e di conoscenze di quest’uomo, lui che ha attraversato tutte queste epoche, da bambino ascoltando e facendo proprie le tante vicende raccontate dagli anziani ai tavoli di quel bar e poi, da ragazzo, durante il periodo buio della dittatura e quello ancor peggiore della seconda guerra mondiale e infine da adulto, vivendo da protagonista le sofferenze e i grandi sviluppi successivi.
Per tutto ciò Antonio Rubino, che oggi ci ha lasciato, non può che essere considerato tra i testimoni più significativi della Francavilla del ‘900. Basti pensare a quanti volti e personaggi hanno attraversato la soglia di quel bar prima e della gelateria poi e quanto persone lo hanno conosciuto, amato e apprezzato.
Per questo si può considerare questa attività e chi l’ha sorretta e gestita per tanto tempo una testimonianza forte della nostra comunità, da ricordare per quanto ci ha lasciato e non ultimo per la dolcezza e il gusto dei suoi gelati, i primi prodotti artigianalmente, a cui tanti di noi sono legati. A Silvia e alla sua famiglia porgiamo le più sentite condoglianze, a nome di tutta la comunità francavillese, a memoria e in ricordo dello storico e amato Antonio Rubino.
Un riconoscente