A proposito dell’ultimo passaggio del Pug in Regione, questo il commento dell’ex senatore Euprepio Curto:
Vi sono vari motivi per i quali la classe politica tenta di propinare alla opinione pubblica false verità: l’imminenza di campagne elettorali per alcuni, la sofferenza per lo stato di sostanziale irrilevanza politica per altri.
Sia come sia, vi sono dei limiti, superati i quali, l’imprudenza assume le sembianze dell’impudenza, che andrebbe non solo censurata, ma, addirittura, perseguita, alla stregua della pubblicità ingannevole; a meno che le tesi sostenute non siano state rappresentate con la consapevolezza della loro falsità, ma in conseguenza di un dato di cui non essere particolarmente fieri: la totale ignoranza della materia!
Parlo, ovviamente, di Pug! Rappresentato quale svolta epocale – tesi meritevole di una bocca semiaperta da parte del compianto Antonio De Curtis – nel mentre è tutto il contrario in quanto non consentirà la riqualificazione urbanistica della città, ne comprimerà le ansie di sviluppo, si caratterizzerà per la eccessiva onerosità dei pochi interventi ammessi.
Un Pug che sicuramente sconta gli errori del passato, che però il cosiddetto nuovo ceto politico non ha saputo correggere, dando ad esso Pug una diversa idea di città!
Questo non è il Pug del nuovo ceto politico. Questo è il Pug della non-maggioranza di centrodestra che nel 2009 ritirò il punto posto all’Ordine del giorno del Consiglio comunale dopo essersi accorta della sua inconsistenza e arretratezza.
Che coloro che son venuti dopo non se ne siano accorti, addirittura attribuendosene la paternità, impone una doverosa riflessione sull’effettivo conio dell’attuale classe dirigente, ma anche sull’inquietante silenzio che ha caratterizzato in tutti questi anni il mondo delle professioni e quello delle imprese.