Tentarono di rapinare anziana coppia, si costituisce in caserma uno dei tre presunti responsabili

Un 35enne residente a Oria (A.A.F.) si è presentato spontaneamente presso la stazione dei carabinieri di Torre Santa Susanna il 13 agosto, costituendosi – accompagnato dal suo legale – dopo essere stato cercato dai militari di Manduria a partire dalla notte del 30 luglio. L’uomo, che si trova ora nel carcere di Brindisi, è accusato di una serie di reati – tutti aggravati – commessi in concorso con due complici ancora ignoti: tentata rapina, possesso e porto illegale d’arma comune da sparo, furto e tentato furto d’auto.

I fatti risalgono alla notte del 30 luglio, quando il 35enne e i due complici avrebbero dapprima rubato una Fiat Panda a San Marzano di San Giuseppe. Con il volto coperto da passamontagna, avrebbero poi raggiunto Manduria per tentare una rapina a mano armata ai danni di un 78enne del posto, puntandogli una pistola alla testa per costringerlo a consentir loro di prendere denaro e altri beni dalla sua abitazione. La moglie della vittima, rifiutandosi di aprire, ha dapprima chiamato suo figlia e quest’ultima ha allertato i carabinieri di Manduria, costringendo il trio a desistere e a fuggire. Dopo aver abbandonato la Fiat Panda rubata, i tre avrebbero tentato di rubare due Fiat Uno parcheggiate in strada, senza però riuscire a metterle i modo. Sono poi comunque riusciti a far perdere ugualmente le proprie tracce.

Le accuse a carico del 35enne, per il quale vige la presunzione di innocenza, includono il tentativo di rapina a mano armata, la detenzione e il porto di un’arma comune da sparo, il furto della Fiat Panda e i due tentativi di furto. Il pubblico ministero della Procura di Taranto, Francesco Ciardo, ha emesso un decreto di fermo nei suoi confronti. Domani, sabato 16 agosto, Fanti comparirà davanti alla gip del tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, per l’udienza di convalida, dove, accompagnato dal suo avvocato Raffaele Missere, potrà cominciare a difendersi dalle accuse.

Nel frattempo, i carabinieri continuano le indagini per risalire all’identità dei due complici. Si sospetta che anche un altro di loro sia di Oria.

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