Un acceso dibattito è scaturito a Brindisi e provincia in seguito a un provvedimento di Stp (Società traporti pubblici) Brindisi che ha riguardato il “riposizionamento” di alcuni dipendenti. La questione ha sollevato nei giorni scorsi la denuncia del sindacato Sinai trasporti, che ha esposto la propria posizione in una nota aperta, accusando l’azienda di un “velato tentativo di repressione sindacale”.
Il sindacato Sinai Trasporti ritiene che il provvedimento, emesso dal Consiglio di amministrazione il 31 luglio 2025 , sia un modo per mettere a tacere voci scomode nel panorama aziendale. La misura, secondo la sigla sindacale, colpirebbe 4-5 lavoratori su circa 370 in forza a Stp, inclusi due dirigenti sindacali e altri dipendenti con prescrizioni medico-legali. Il sindacato sostiene che questi operatori erano già stati messi in condizione di lavorare in sicurezza nelle loro sedi (decentrate rispetto al capoluogo Brindisi) ma che il nuovo provvedimento peggiori sensibilmente la loro situazione anche e soprattutto alla luce dei diritti acquisiti. Un nuovo provvedimento del Consiglio di amministrazione di Stp, però, modificherebbe in peggio le loro condizioni.
La nota denuncia il fatto che, a partire dall’11 agosto, questi lavoratori siano stati “spediti in fretta e furia” alla sede centrale di Brindisi, a circa 50 km dalla loro residenza, per svolgere un lavoro solo “apparentemente simile a quello cui sono stati adibiti finora”
Il sindacato definisce questa scelta non come una decisione tecnico-organizzativa, per come è stata giustificata dall’azienda, ma semmai come una sorta di “atto punitivo” (sia chiaro: sempre a dire del sindacato).
Il timore è che i lavoratori possano essere costretti a rinunciare “fittiziamente” alla valutazione medica pur di non cambiare sede, mettendo a rischio la propria salute e la stessa incolumità dei passeggeri. Sinai Trasporti esprime inoltre preoccupazione sul fatto che la scelta di Stp Brindisi possa essere un “ennesimo sbaglio amministrativo” destinato ad avere risvolti economici negativi per i contribuenti brindisini.
D’altra parte, il sindacato ha evidenziato la posizione di altre rappresentanze sindacali, accusandole di essere favorevoli a questo “modus operandi” e di aver, loro, beneficiato recentemente di “avanzamenti e promozioni”.
Sperano, da Sinai Trasporti, che “questa singolare scelta aziendale non si configuri come l’ennesimo sbaglio amministrativo che poi avrà risvolti negativi a carico dei contribuenti brindisini, così come già accaduto in un recente passato”. Il riferimento è a due dirigenti sindacali che a suo tempo erano stati licenziati dall’azienda e che, a seguito di vertenza, sono stati reintegrati con annessi e connessi.
Si tratta – è opportuno specificarlo – pur sempre di una denuncia sindacale, per quando aperta alla cittadinanza oltre che posta a conoscenza dell’azienda. Quest’ultima avrà sicuramente modo di esprimere la propria posizione ufficiale.
Intanto, sullo stesso caso – indipendentemente dalla posizione espressa dal sindacato Sinai – ha preso posizione l’ex senatore (oggi consulente esterno della Commissione parlamentare antimafia) Euprepio Curto, cui hanno replicato organizzazioni sindacali differenti e con posizioni divergenti rispetto a Sinai.

Curto si è detto stupefatto e indignato di fronte allo spostamento dei dipendenti, a prescindere dalle loro appartenenze sindacali. Ha fatto cenno a “una grave, irreparabile e insopportabile lesione dei diritti fondamentali del lavoratore in quanto tale, anche perché nessun dubbio può sussistere sul fatto che nessun nocumento sarebbe derivato alla funzionalità dell’azienda dalla permanenza dei cinque lavoratori nelle rispettive sedi, essendo altamente immaginabile l’esatto contrario”.
Curto si è poi augurato la revoca del provvedimento in questione in quanto “ingiusto, ingiustificato, penalizzante per i lavoratori, oltre che discriminatorio”. Ha poi concluso l’ex parlamentare di centrodestra: “Quel provvedimento deve essere revocato per un altro motivo: se la Stp non ritiene di dovere istituire anche a Brindisi una riedizione della Palazzina Laf di jonica memoria, ebbene la Stp è decisamente fuori strada”.
Non si è fatta attendere la risposta non tanto della Stp, quanto dei sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Ugl Utoferro che “dissentono profondamente” rispetto a quanto dichiarato da Curto e ritengono che le misure adottate da Stp siano “positive e volte a garantire il rispetto delle prescrizioni medico-legali e a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori”.
“Lo spostamento temporaneo sul gruppo di Brindisi – proseguono questi altri sindacati – permetterebbe ai lavoratori provvisoriamente interessati da prescrizioni medico-legali di avere le ‘agevolazioni’ necessarie per il rispetto delle stesse limitazioni senza impattare negativamente sulla qualità lavorativa di tutti gli altri lavoratori, essendo gruppi formati con una rosa di turni minori”.
E ancora: “E’ priorità delle sigle sindacali scriventi operare a tutela di tutti i lavoratori, motivo per il quale durante il confronto con l’azienda in merito alla problematica di cui sopra, si sono espresse favorevolmente a tale provvedimento”.
Non è mancata una replica dello stesso Curto, il quale ha specificato di non conoscere né l’organizzazione sindacale Sinai né i suoi rappresentanti. Ha detto che avrebbe espresso gli stessi concetti se fossero stati interessati dal provvedimento appartenenti ad altre organizzazioni sindacali, come per esempio la Cgil (sindacato a lui più lontano). Curto parla poi di un Cda “succube delle organizzazioni sindacali”.
L’ex senatore accenna poi al trasferimento “coatto, punitivo” dei dipendenti “a causa delle rispettive problematiche sanitarie” e alla debolezza delle giustificazioni “deboli” addotte dall’azienda.
“Certo, del comunicato delle organizzazioni sindacali non non mi è sfuggita la disponibilità a un confronto costruttivo, al quale ovviamente non mi sottraggo ma ad una condizione: che nessuno si arrocchi su posizioni precostituite, e si abbia rispetto della intelligenza altrui, soprattutto quando ad essere interlocutori sono coloro che la vita politica e sindacale l’hanno vissuta in tutte le loro articolazioni, ivi compresa quella dell’esercizio del potere politico”.
Non si escludono nuove puntate né strascichi, insomma.