Donna inciampò, cadde e si ferì a causa di una sconnessione stradale: Comune condannato a risarcire oltre 40mila euro

Il Comune di Francavilla Fontana è stato condannato a risarcire un danno di quasi 40mila euro, più spese, in favore di una donna che nel 2017 inciampò e cadde a causa di un’insidia stradale in corso Garibaldi, mentre raggiungeva l’ambulatorio del suo medico di famiglia. Così ha deciso, nei giorni scorsi, il giudice monocratico Stefano Marzo del Tribunale civile di Brindisi che ha dato in toto ragione alla parte attrice – rappresentata dall’avvocato Gianfranco Taurisano – e rigettato le tesi difensive dell’ente, costituitosi con un proprio legale di fiducia.

Era il 20 settembre di otto anni fa quando la signora A.A. percorreva a piedi corso Garibaldi in direzione via Crispi. Giunta in prossimità di un tombino fognario, incappò e inciampò in una mattonella del marciapiedi sul lato sinistro a margine della carreggiata. Quella mattonella, come emerso a processo, appariva perfettamente allineata al pozzetto d’ispezione della fogna ma, una volta calpestata, oscillò improvvisamente e procurò per l’appunto inciampo e caduta dell’allora 54enne.

Quest’ultima, dopo aver perso l’equilibrio, rovinò al suolo e batté violentemente con spalla e braccio sul marciapiedi tanto da essere trasportata d’urgenza in ospedale. Per lei, secondo referto prodotto in atti, una “frattura collo chirurgico e testa omerale spalla sinistra”. Un problema di salute che si è protratto per diverso tempo, essendosi resi necessari accertamenti, visite e ovviamente cure prima di una guarigione dichiarata soltanto il 31 gennaio 2018.

L’avvocato Gianfranco Taurisano

Non una guarigione totale, comunque. Infatti, sempre secondo quanto documentato nel corso del processo civile a cura dell’avvocato Taurisano, quella sfortunata caduta produsse un’invalidità permanente del 15 per cento. Il giudice Marzo, nel motivare la sua sentenza e riferendosi alle immagini allegate da parte attrice, fa riferimento a “un grave sfregio estetico residuato su spalla e braccio”.

Il Comune, per il tramite del suo difensore, non è riuscito a dimostrare tutto quanto in suo potere in termini di custodia di quel tratto pubblico di marciapiedi ed è perciò incappato in una condanna per omessa custodia del bene pubblico: sempre secondo il magistrato, quella mattonella instabile non era stata adeguatamente controllata, vigilata, manutenuta affinché non si verificassero eventi dannosi come quello in oggetto.

Peraltro, il perfetto allineamento tra la mattonella “ballerina” e il tombino in questione ha escluso la prevedibilità dell’evento inciampo-caduta che, anzi, in quelle condizioni è stata ritenuta altamente probabile. Le effettive condizioni di salute della signora – fino a quel momento non aveva alcun tipo di problema in quella parte del corpo – sono state acclarate non soltanto dai certificati medici di volta in volta prodotti, ma anche dalle consulenze tecniche d’ufficio disposte dal giudice. Di qui la statuizione di un nesso causale diretto tra la presenza della sconnessione stradale, la caduta e la compromissione dell’incolumità della parte attrice.

E un debito fuori bilancio per il Comune di quasi 40mila euro (a titolo di risarcimento non patrimoniale) più 8.200 euro per spese di consulenza, legali, onorari e altri accessori. Nel frattempo, quel tombino è stato sistemato ma – come raccontano le cronache – non mancano altri punti della Città degli Imperiali interessati da buche, sconnessioni e insidie spesso forieri di danni e altrettanto spesso di contenziosi che – seppure a distanza di anni – finiscono per rendere giustizia ai malcapitati.

Resta aggiornato

Iscriviti alle nostre newsletter

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com