Per la prima volta nella storia, il 20 settembre sarà celebrata in tutt’Italia la Giornata nazionale in ricordo degli internati militari italiani (Imi) nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. La Prefettura di Brindisi anticiperà al giorno precedente (e cioè a venerdì 19 settembre, ore 10.30) la commemorazione, che si terrà nel salone di rappresentanza della Provincia dove vi sarà anche un convegno a cura dell’Istituto di Storia Patria Puglia con relatori Giacomo Carito ed Enzo Poci.
In tale occasione, a cura del Prefetto Luigi Carnevale, del deputato Mauro D’Attis, del presidente dell’ente provinciale Toni Matarelli e di diversi sindaci del Brindisino, saranno consegnate 22 medaglie d’onore, concesse dal Capo dello Stato in memoria di altrettanti cittadini che subirono la prigionia da parte dei nazisti. Sedici degli eroi della libertà provengono da Oria, mentre gli altri da Brindisi, Fasano, Ceglie Messapica e San Pietro Vernotico. Saranno quindi presenti i sindaci Cosimo Ferretti, Pino Marchionna, Francesco Zaccaria, Angelo Palmisano e Maria Lucia Argentieri. Antonello Denuzzo, sindaco di Francavilla Fontana, ritirerà la medaglia in memoria del nonno paterno (di Oria).

Da qualche mese a questa parte giungono anche onorificenze militari, previste da leggi del secolo scorso, delle quali gli interessati non erano a conoscenza e non avevano mai fatto istanza di concessione. A partire dal settembre 2024, si è interessato in molta parte del caso il cavalier Francesco Arpa, ispettore superiore di polizia in pensione, che ha anche realizzato pubblicazioni sugli internati militari in terra di Brindisi. Se ne cominciò a parlare (e a premiare) già nel corso della Giornata della Memoria, quando furono ricordati anche gli Imi dopo l’armistizio di Cassibile dell’8 settembre 1943.
Si trattò di ricordare, già in quell’occasione, internati militari, partigiani e sbandati che ripudiarono per sempre la guerra quando gli fu chiesto se intendessero schierarsi ancora con i nazi-fascisti. Come “premio” ricevettero l’internamento nei lager tedeschi, campi di lavoro per contribuire all’industria – compresa quella bellica – e all’economia del Terzo Reich.




Il lavoro minuzioso di Arpa, partito ormai più di un anno fa, ha consentito di rintracciare nei meandri della storia centinaia di soldati, partigiani e sbandati brindisini – con un particolare focus su Oria, Erchie e Francavilla Fontana, ma ve ne sono ovunque – finiti prigionieri dei nazisti. “Il termine internati militari fu coniato da Hitler ed è molto spesso inappropriato – ha spiegato il cavaliere – perché sarebbe più corretto parlare di prigionieri italiani, non soltanto militari”.
Al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, lo scorso 27 gennaio, il prefetto Carnevale consegnò 24 tra diplomi e medaglie d’onore ai familiari degli Internati militari italiani. Altri ne arriveranno venerdì prossimo, giacché il Parlamento ha istituito ufficialmente una giornata loro dedicata, che ricade ogni anno il 20 settembre. Con ciò, slegando gli Imi dalla Giornata della Memoria, nella quale questa altra tipologia di prigionieri è stata finora compresa. Si stima che gli Imi siano stati complessivamente circa 650mila.
Se avessero scelto di schierarsi con Mussolini o Hitler dopo l’armistizio, avrebbero potuto essere in grado – quantomeno nei numeri – di ribaltare l’esito della Seconda guerra mondiale. Invece lottarono per la libertà e, seppur tra mille soprusi, se la presero: subendo vessazioni indicibili e lavorando durissimo per non morire; oppure, con la forza, lottando persino corpo a corpo col nemico. Sospinti da un ideale che si chiamava “casa”, che si chiamò Patria.