Giovane mamma precipitata dal cornicione: condizioni stabili, ma resta grave. Il sindaco: «Spero si riprenda presto, l’aspettiamo»

Continua a lottare per riabbracciare il suo figlioletto. La giovane madre di Oria, precipitata dal cornicione di casa sua, è tuttora ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Perrino” di Brindisi. Le sue condizioni sono stabili, ma gravi. La prognosi, riservata. Nella mattinata di tre giorni fa, la 32enne era rimasta chiusa fuori dal suo appartamento in viale Regina Margherita, a Oria, mentre suo figlio di tre anni era rimasto chiuso dentro e da solo. La disperazione di non poter essere al fianco del piccolo aveva portato sua mamma a tentate un’acrobazia pur di ricongiungersi con lui.

I fatti risalgono alle 9 del mattino circa di lunedì scorso, quando una donna è rimasta di fatto intrappolata sul balcone interno del suo appartamento al primo piano, lungo il viale della stazione ferroviaria. La porta finestra che dà su quel balcone – per cause da accertare, forse a causa di una folata di vento – si è chiusa improvvisamente alle sue spalle e per lei non ci sarebbe stato modo, dall’esterno, di rientrare in casa. Nel frattempo, in casa era rimasto il suo piccolo. Vani i tentativi di gridare aiuto, anche a squarciagola. In quel frangente né a casa né nei dintorni pareva esserci qualcuno. Così, forse in preda al panico oltre che alla disperazione, avrebbe pensato a un tentativo tanto acrobatico quanto rischioso per rientrare nell’immobile che condivide con la famigliola: marito e, appunto, bimbo.


Secondo le prime ricostruzioni, avrebbe scavalcato una piccola balaustra in vetro-cemento che delimita il balcone interno per poi tentare di percorrere in equilibrio una sorta di cornicione fatto di tegole e, come tale, piuttosto inclinato. Più un accorgimento per far defluire l’acqua piovana che un reale elemento strutturale. L’obiettivo sarebbe stato quello di raggiungere una scala a chiocciola collocata sul lato opposto, per poi raggiungere o il lastrico solare ovvero il pianterreno.

Se ce l’avesse fatta, probabilmente sarebbe riuscita a rientrare in casa e ad accudire nuovamente suo figlio. Il piano, però, si è rivelato fallimentare: dopo qualche passo, la 32enne ha finito per perdere l’equilibrio e ha fatto un volo di circa quattro metri fino al suolo. Un’altra ipotesi, più remota, è che volesse arrampicarsi fino al terrazzo per raggiungere comunque lo stesso scopo: essere presente per suo figlio, mentre il padre era al lavoro.

Sui dettagli e sulla dinamica indagano tuttora, per fugare ogni dubbio, i carabinieri della stazione di Oria, al comando del maresciallo capo Angelo Libardi. La pista dell’incidente domestico, pur dettato da impulsiva avventatezza, non è mai stata in discussione. Dopo l’atterraggio e il tonfo – fortunatamente, per gambe – la donna ha cominciato a gridare dal dolore, nella speranza che qualcuno potesse sentirla; ma anche in quel caso ci è voluto un po’ prima che qualcuno potesse accorgersi dell’accaduto.

I soccorritori del 118, a un certo punto, sono riusciti a entrare dal portone principale e a condurla in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale brindisino, dove però le sue condizioni si sono aggravate: oltre alle fratture multiple, complicanze interne che hanno fatto propendere i medici per una riserva su possibilità e tempistiche di guarigione. Intanto, l’intera comunità si è stretta attorno a questa madre-coraggio che ha cercato di compiere l’impossibile pur di non lasciare da solo il suo pargolo (che sta bene).

Lo stesso sindaco Cosimo Ferretti ha detto di conoscere l’intera famiglia della 32enne, cui ha augurato di ristabilirsi prontamente perché egli e l’intera Oria l’aspettano con trepidazione. «Si tratta di ottime persone – ha dichiarato il primo cittadino – e spero che possano quanto prima riacquistare la serenità che si erano costruite e che meritano».

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