Nuovo segretario generale a Francavilla, Curto: «Comune dipendente da scelte esterne sul piano politico e della gestione»

Di seguito una riflessione da parte dell’ex senatore Euprepio Curto, oggi consulente esterno della Commissione parlamentare antimafia, che parte dal prossimo arrivo a Francavilla Fontana di un nuovo segretario generale al posto di Marco Lesto:

Qualche tempo fa, intervenendo su un impegno di spesa adottato dal Comune di Francavilla Fontana in relazione alla quota associativa da corrispondere all’Unione dei Comuni di Montedoro, mi soffermavo sul ruolo invero debordante assunto dal segretario generale, al quale rivolgevo un disinteressato suggerimento: decidere se continuare ad essere il Segretario Generale del Comune di Francavilla Fontana, e, in tal caso, rinunciare al ruolo rivestito nella CUC (Centrale unica di committenza) di Montedoro. E, tal caso, lo avrei ringraziato. Oppure optare per la CUC, rinunciando al ruolo di Segretario Generale di Francavilla. Sicché, in tal caso, lo avrei ringraziato due volte. 

Ebbene, alla luce della decisione assunta dal dott. Lesto di lasciare Francavilla, sia pur per motivi diversi, colgo preliminarmente l’occasione per ringraziarlo due volte per la molto opportuna decisione. 

Per poi chiedergli – avendo certezza assoluta che non mi risponderà… – se corrisponde al vero la vox populi secondo la quale dietro la figura del nuovo Segretario Generale via sarebbe la sua influente sponsorizzazione. 

Ovviamente nulla contro chi sarà il nuovo Segretario Generale del Comune di Francavilla Fontana. Epperò, se così dovesse essere non può non ritornare alla mente la tesi, riportata in un comunicato stampa del 7-3-2025, con cui asserivo che ”può ben dirsi che all’interno dell’Ente si è venuto vieppiù a formarsi un vero e proprio gruppo di potere economico e politico, al contempo, tanto che è sufficientemente chiaro, sia ai colti che agli incliti, che il peso politico del Segretario Generale sovrasta quello dello stesso vertice politico dell’Amministrazione comunale”. 

Un vertice politico che tenta di mascherare con le imponenti risorse finanziarie utilizzate per la Festa del Santo Patrono lo stato di degrado in cui versa la città sotto i diversi aspetti: economici, imprenditoriali, occupazionali, per non parlare dell’ordine pubblico. 

Con decine di lavoratori e lavoratrici che rischiano di rimanere fuori dal circuito occupazionale in cui erano inseriti da moltissimi anni, nel mentre ad alcuni potentati imprenditoriali si permette di fare ciò che non gli è mai stato consentito nel passato: ossia poter godere di una proroga pari in termini di durata allo stesso appalto. 

Con un Camberlingo ormai prossimo alla marginalizzazione nel panorama sanitario ionico salentino, e da cui i professionisti di maggior caratura prestano attenzione a mantenere le distanze, stante la ormai conclamata desertificazione della maggioranza dei servizi. 

E’ quindi del tutto naturale che l’assenza di una classe politica di qualità consenta che a reggere il timone dell’Amministrazione della Cosa pubblica sia il ceto dirigenziale, peraltro non francavillese, il quale, d’incanto, diventa il centro decisionale di tutte le più importanti scelte istituzionalmente riservate ad amministrazioni comunali ormai succubi di centri viciniori. Ebbene, non so agli altri. Ma, per quanto mi riguarda, tale situazione è intollerabile. 

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