Slitta penultimo step su Pug di Francavilla: in corso verifiche su incompatibilità fino al quarto grado di parentela. Poi il Consiglio comunale

Doveva essere il penultimo step prima del definitivo passaggio in Consiglio comunale del Piano urbanistico generale di Francavilla Fontana. E, invece, la Commissione Urbanistica, convocata nei giorni scorsi dal presidente (ed ex assessore) Nicola Lonoce – foto in alto – ha dovuto prendersi un po’ di tempo. Il motivo? È presto spiegato: ciascun consigliere comunale componente dell’organo sarà tenuto a verificare se, per caso, vi siano conflitti d’interesse diretti o indiretti fino al quarto grado di parentela. L’assemblea, quindi, dovrà riunirsi nuovamente il prossimo 2 ottobre e non è detto che possa comunque esprimersi: sarà necessario che siano presenti almeno quattro componenti, altrimenti la “palla” passerà direttamente al Consiglio comunale.


La pregiudiziale – se così può essere definita – è stata posta prima ancora che la Commissione cominciasse a trattare il caso dal vice sindaco con delega all’Urbanistica Domenico Attanasi. Quest’ultimo e lo stesso Lonoce erano memori di quanto accaduto in passato: nel 2021, quando proprio in Consiglio comunale vi fu da deliberare sullo stesso Pug in seconda convocazione, rimasero in aula soltanto otto consiglieri. Cioè, è proprio il caso di dirlo, il minimo sindacale: un terzo dei componenti le assise. Nella commissione, invece, è sufficiente che sia presente la metà degli aventi diritto.

Quando si parla di conflitto d’interesse inerente lo strumento urbanistico s’intendono sia potenziali vantaggi, sia potenziali svantaggi derivanti dalla sua approvazione. Per quanto concerne i potenziali vantaggi, è facile intuire come una migliore classificazione di questa o quella porzione di territorio possa far aumentare il valore di questa o quella proprietà. Lo stesso dicasi, ma al contrario, nel caso di deprezzamento: s’immagini che un amministratore intenda in qualche modo fare un dispetto a un parente, entro il quarto grado, col quale magari non sia in ottimi rapporti. La legge, e in particolare il Testo unico degli enti locali, intanto esclude un interesse diretto e poi anche quello indiretto, non distingue tra parenti in armonia tra loro e parenti-serpenti.

Il vice sindaco Attanasi, con delega all’Urbanistica

«Io già in passato ho fatto la verifica sul conflitto d’interesse entro il quarto grado di parentela – spiega il presidente Lonoce – e sono compatibile col voto sia in Commissione che in Consiglio, ma non tutti si prendono la briga di procedere a questa verifica, che può rappresentare una seccatura». E cos’accade se un consigliere o più – anche inavvertitamente – incompatibile partecipa a Commissione o Consiglio? In teoria, l’atto della Commissione o del Consiglio potrebbe essere impugnato dinanzi al Tar ed eventualmente annullato. Ciò, sempre a patto che l’autore dell’impugnazione sia a conoscenza di interessi diretti dei consiglieri incompatibili o, persino, del loro albero genealogico. «Nei casi precedenti – spiega ancora Lonoce – è accaduto che quanti non erano sicuri di non essere compatibili, magari per non aver proceduto alla verifica fino al quarto grado, abbiano semplicemente deciso, in via cautelare, di non partecipare alla votazione e quindi si sono messi al riparo, e hanno messo al riparo il consesso, da possibili problemi».

Circostanza, quest’ultima, che si verificò anche quattro anni fa, quando oltre agli incompatibili certificati lasciarono l’aula i compatibili incerti. Circostanza che non è escluso possa verificarsi nuovamente nel corso del prossimo e ultimo passaggio del Pug dal Consiglio comunale. Quando? Di sicuro dopo il 2 ottobre, poi starà al presidente dell’assemblea, Maurizio Bruno, fissare la data. Se lo farà in tempi brevi, entro fine anno Francavilla Fontana potrà disporre del suo nuovo strumento urbanistico. Ovvio: salvo complicazioni.

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