Sono scomparsi i loghi commerciali da una delle nuove auto della polizia locale di Oria. Il caso era stato sollevato nelle scorse settimane da Raffaele Proto (già candidato nella Lista Ferretti Sindaco e attivista del Movimento 5 Stelle). Proto indica la rimozione dei marchi per sottolineare come le sue segnalazioni fossero giuste e non sterili critiche all’amministrazione in carica.
Proto ha ricordato di aver segnalato la presenza dei marchi commerciali sia sui portatarga che sul lunotto posteriore di uno dei veicoli di servizio, ritenendola una chiara violazione delle normative che regolano la livrea dei mezzi delle forze dell’ordine.




A seguito di questa segnalazione, il Comando di polizia locale aveva risposto ammettendo la presenza del logo, ma negando che si trattasse di una violazione e definendola una “prassi commerciale consueta”. Nonostante la giustificazione, Proto sottolineò come il logo sul lunotto posteriore fosse stato rimosso subito dopo la sua comunicazione, in quella che l’attivista definì “un’implicita ammissione di errore”.

Non pago della risposta, Proto si era rivolto al Prefetto per un parere ufficiale e vincolante circa la presenza di quei loghi. Sebbene la risposta formale non sia ancora arrivata, l’attivista ha constatato che intanto anche il logo sul portatarga è stato “magicamente” rimosso. Per Proto, questa successione di eventi dimostra un’ammissione di non conformità nei fatti, sebbene sia stata negata a parole dalle autorità.
La nota di Proto si sposta poi sul piano politico, rivolgendosi direttamente al sindaco Cosimo Ferretti e a chi scrive per conto dell’amministrazione. L’attivista respinge con fermezza il recente richiamo alla moderazione e l’accusa di “fomentare l’odio” rivolta alla comunità per le critiche espresse.
“Le critiche espresse non sono campate in aria, ma sono il frutto diretto di negligenze e irregolarità nel vostro operato. Il caso dei loghi sui veicoli della polizia locale ne è la prova lampante,” afferma Proto.
Egli sostiene che sia inaccettabile criminalizzare il dissenso quando è basato su fatti verificati che evidenziano una non conformità alla legge. Proto conclude suggerendo che l’obiettivo di queste “forme di bavaglio” sia quello di distogliere l’attenzione dalle azioni che hanno portato a una perdita di consensi.