Incidente cugini Sternativo, cosa c’è di nuovo: una Fiat Panda sequestrata, un 69enne in caserma e diversi altri particolari. Al vaglio anche la velocità

Sono ancora tante le incognite tra le quali investigatori e inquirenti devono districarsi per sciogliere il rebus dell’incidente che sabato scorso è costato la vita ai cugini Antonio e Gabriele Sternativo, 26 e 20 anni, di Francavilla Fontana.

Un uomo di 69 anni, originario di Fasano ma residente a Francavilla Fontana, si è presentato nelle scorse ore nella caserma dei carabinieri per dire che al volante della Fiat Panda di colore bianco coinvolta nel sinistro c’era proprio lui. Quell’auto risulta intestata alla sorella, originaria di Ceglie Messapica.

Gli investigatori cercano di capire il motivo per il quale, eventualmente, quella Fiat Panda – sequestrata – sia entrata in collisione con la Fia Punto a bordo della quale viaggiavano gli Sternativo.

Un urto o uno speronamento prospettato da una sedicente testimone oculare, che ha dato il “la” all’inchiesta. Un’inchiesta divenuta a un tratto complessa e articolata, perché vi è da riscontrare non solo quanto emerso sul campo e cioè dai rilievi ma anche due testimonianze. La prima: quella fornita dalla sedicente testimone oculare, presentatasi in caserma per descrivere la propria versione dei fatti. La seconda: quella del sedicente automobilista del secondo veicolo coinvolto.

Intanto, nella Fiat Punto finita nella scarpata vi erano non solo Antonio e Gabriele Sternativo ma anche una dozzina di batterie d’auto e un cambio Volkswagen (pezzi di ricambio).

Le attenzioni di chi indaga si concentrano, inoltre, sulla velocità alla quale procedeva quella Fiat Punto e – forse – anche la Fiat Panda. Perché, alla fine, i rilievi servono anche a questo: a chiarire come procedessero i mezzi coinvolti. Si tratta di questioni tecniche che la Procura avrà modo di approfondire.

Restano numerosi, comunque, gli interrogativi del perché i cugini Sternativo siano morti in quel tratto. Il tratto è quello della discesa “Fumagalli” lungo la strada provinciale che collega Ceglie Messapica a Francavilla Fontana. L’orologio segnava le 16.30 circa di sabato scorso, 27 settembre. La Fiat Punto di colore grigio con a bordo i due cugini ha rotolato oltre la carreggiata per un dislivello di circa due metri fino a impattare contro un albero d’ulivo, sradicandolo.

Per i due occupanti l’abitacolo, sbalzati fuori dallo stesso, non c’è stato alcunché da fare. Due cugini quasi fratelli che erano tornati a frequentarsi – pare – soltanto da qualche giorno. I funerali, quando ci sarà il nulla-osta della Procura, in attesa delle autopsie e degli accertamenti tecnici, si svolgeranno separatamente: uno, nella chiesa del Carmine; un altro in basilica.

Intanto, si attende che sia fatta giustizia di fronte a un episodio così doloroso per l’intera Città degli Imperiali.

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