Nella mattinata di ieri (domenica 12 ottobre) si è tenuta per le strade di Francavilla Fontana una manifestazione pacifica inneggiante alla pace tra Israele e Palestina. L’iniziativa, promossa anche dalla comunità francescana francavillese (che ha nel Santuario di Maria Santissima della Croce uno storico presidio), era stata organizzata sin da prima delle novità dal fronte di guerra di questi ultimi giorni.
L’invito e le preghiere per la pace non sono state rivolte – s’immagina – soltanto a una duratura risoluzione del conflitto israelo-palestinese, ma anche agli altri conflitti tuttora in corso nel mondo (si pensi a quello russo-ucraino, ma l’elenco sarebbe lungo).
Alla marcia ha partecipato anche gente giunta da fuori Francavilla Fontana, oltre a politici soprattutto locali (e di centrosinistra). Tra i politici che hanno aderito con convinzione vi è stato anche il sindaco Antonello Denuzzo, che ha voluto esprimere un suo pensiero in merito:
«Dopo aver visto la firma dell’accordo tra Hamas e Israele e le immagini delle persone in festa a Gaza e Tel Aviv, speriamo tutti che la tregua non si spezzi, che le parti rispettino le tappe previste dal piano e che i palestinesi possano tornare gradualmente a vivere una vita degna.
Le piazze delle ultime settimane, la pressione di un’opinione pubblica mondiale indignata, questo movimento così grande da spiazzare le istituzioni non sono stati inutili.
Ma dobbiamo continuare a tenere sveglia la coscienza perché le incognite sono ancora troppe e perché una terra è distrutta e un popolo è affamato e disperso».
Ad ogni modo, una manifestazione pacifica che ha inondato la Città degli Imperiali di bandiere della pace e di bandiere palestinesi, nell’ottica che un domani quei due popoli – storicamente in conflitto per ragioni che definire ataviche non sarebbe difforme dalla realtà – possano coesistere senza arrecarsi danno nell’ottica del principio, per quanto semplicistico quanto riduttivo, del “due popoli, due Stati.