Pug? Numerosi tecnici non ci stanno: troppo penalizzante. Manifesti affissi per la città

L’imminente approvazione del nuovo Piano urbanistico generale (PUG) del Comune di Francavilla Fontana ha scatenato una forte polemica in città. Oltre quaranta tecnici locali, tra ingegneri e geometri, hanno formalmente espresso la loro netta contrarietà e persino un allarme, definendo il nuovo strumento urbanistico come uno strumento che “penalizzerà notevolmente i cittadini francavillesi” e farà crollare il prezzo di mercato degli immobili. I tecnici “dissidenti” hanno anche realizzato e affisso un manifesto per le vie della Città degli Imperiali (cliccare qui per scaricarlo integralmente).

Le critiche, emerse dopo un incontro tra l’amministrazione comunale e i tecnici, incontro tenutosi lo scorso 11 settembre, sono state riassunte in un documento che chiede una revisione urgente dei punti contestati.

Centro storico “quadruplicato” e blocco edilizio

Il principale nodo di scontro riguarda le nuove norme edilizie all’interno del centro abitato.

  • Centro storico esteso: Il PUG prevede un ampliamento del centro storico, estendendolo tra vie come via G. Di Vagno, via San Francesco e via San Vito, una zona che i tecnici stimano quadruplichi l’area attuale, arrivando a coprire fino a un terzo del centro urbano. In questo comparto, le norme prevedono la sola manutenzione straordinaria, vietando demolizioni e la sopraelevazione.
  • Limiti di Cubatura: Nel resto del territorio urbano, la cubatura massima consentita è limitata a 5 mc/mq , una restrizione ritenuta eccessiva che rende la progettazione di nuovi interventi o ampliamenti “non economicamente o funzionalmente fattibile”, azzerando l’edificabilità residua e facendo crollare il valore degli immobili.

I firmatari hanno chiesto di ridimensionare l’eccessivo perimetro del Centro Storico allargato e di introdurre deroghe al calcolo volumetrico, come l’esclusione di vani scala e volumi tecnici dalla cubatura.

La stretta sulle aree agricole

Il PUG è stato giudicato eccessivamente restrittivo anche per le zone agricole, che risultano “quasi totalmente inedificabili” a causa di nuovi vincoli paesaggistici.

  • Superficie Minima. Viene contestata la disparità tra aree: in alcune è richiesta una superficie minima di un tomolo (mq 8.516) per edificare, mentre in altre si sale a un minimo di due ettari (mq 20.000). I tecnici chiedono di unificare il limite a un tomolo su tutto il territorio, come parametro tradizionale nel particellare francavillese.
  • Destinazione d’Uso: Nelle zone agricole, le costruzioni sono ammesse solo se “strettamente funzionali alla conduzione del fondo”. I tecnici domandano un chiarimento formale: un cittadino non imprenditore agricolo potrà edificare un fabbricato a scopo residenziale versando i relativi oneri concessori?

I 63 ettari di nuove espansioni: aggravio fiscale e incertezza

Un altro punto critico sono le nuove zone di espansione, pari a 63 ettari, introdotte “tutt’intorno al centro abitato” per la costruzione di nuove abitazioni. I tecnici ritengono che questa enorme area sia ingiustificata, data la presenza di zone di espansione già previste dal Piano di Fabbricazione del 1979 e mai completate, e non essendoci un incremento demografico che giustifichi un tale ampliamento.

La critica è rivolta anche alle modalità di attuazione e all’impatto fiscale immediato:

  • Violazione del diritto d’iniziativa: Il Comune ha previsto di definire la realizzazione di queste zone tramite un bando entro un anno dall’approvazione, una procedura ritenuta una violazione del diritto di iniziativa dei proprietari privati e un ritardo nell’intervento.
  • Pagamento IMU Immediato: La nuova normativa impone il pagamento immediato dell’IMU sul nuovo valore di mercato per queste aree di espansione, creando un onere fiscale su terreni non immediatamente edificabili e vincolati a un futuro bando.

L’appello finale all’Amministrazione

In conclusione, gli oltre 40 professionisti hanno sollecitato il sindaco e il Consiglio Comunale a tenere in massima considerazione le loro preoccupazioni, ricordando che le norme contestate sono “frutto di proprie scelte politiche e non imposizioni legislative esterne”. Hanno chiesto un impegno formale ad apportare le necessarie modifiche in sede di approvazione definitiva, per dotare Francavilla Fontana di “uno strumento urbanistico equo, moderno e in linea con le esigenze di sviluppo della comunità”.

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