di Eliseo Zanzarelli
Il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia (seconda sezione di Lecce) ha accolto il ricorso del Ministero dell’Istruzione e del Merito e sospeso l’efficacia dei provvedimenti coi quali Giunta e Consiglio comunale di Francavilla Fontana, nello scorso mese di luglio, hanno puntato a rimuovere il vincolo di destinazione scolastica del plesso “Gianni Rodari” di via Settembrini. Il Ministero è rappresentato dall’Avvocatura dello Stato, il Comune dall’ufficio legale interno.
Secondo il Tar, vi sono i presupposti in forza dei quali il Ministero e, con esso, il Primo Istituto Comprensivo della Città degli Imperiali possano avere ragione. Se ne dovrà comunque discutere nel merito il 21 settembre 2026.
Intanto, i giudici amministrativi di primo grado hanno accennato a una presunta carenza d’intesa tra Comune e istituzioni scolastiche. Anzi, il Terzo comprensivo aveva persino dato parere negativo rispetto alla rimozione del vincolo e quindi non c’era stata la necessaria “intesa”.
Il Tribunale ha respinto la tesi del Comune secondo cui il vincolo si sarebbe tacitamente estinto, sottolineando la natura transitoria dello spostamento degli alunni presso il plesso “Falcone e Borsellino” e il fatto che fossero ancora in corso lavori disposti per la migliore fruibilità del plesso “Rodari” per l’uso scolastico.


Il TAR ha riconosciuto anche il periculum in mora come prospettato dal Ministero. L’urgenza è stata motivata dalla potenziale inidoneità inidoneità dei locali del plesso “Falcone e Borsellino” dove erano stati collocati temporaneamente i minori, con particolare riguardo ai servizi igienici e agli spazi; la lamentata diminuzione delle iscrizioni a seguito dei provvedimenti impugnati; le spese già sostenute per il plesso “Rodari” grazie a finanziamenti pubblici e destinati a un uso scolastico dello stesso.
Con la sospensione disposta dal TAR, i provvedimenti comunali restano inefficaci, mantenendo di fatto il vincolo scolastico sul plesso “Rodari”.
La questione fu oggetto di una spaccatura in seno alla maggioranza del sindaco Antonello Denuzzo: in Giunta, lo stesso vice sindaco Attanasi votò contro l’indirizzo per la rimozione del vincolo scolastico, argomentandone le ragioni – per il tramite del suo capogruppo – anche nel successivo Consiglio comunale. La tensione rientrò nell’interesse della maggioranza, ma poi la scuola impugnò i provvedimenti e la sospensione cautelare è per ora l’ultimo atto di questa vicenda che, per forza di cose, andrà avanti per ancora un bel po’ di tempo.
La rimozione del vincolo scolastico, fortemente voluta dal presidente del Consiglio comunale Maurizio Bruno, era tesa ad assegnare i locali del plesso “Rodari” a un’associazione attiva nel Sociale (come, tra le tante, al Centro Occupazionale) anziché ai bambini della primaria. Nessuno pose il veto sulle associazioni, compreso il Centro Occupazionale e la sua opera obiettivamente meritoria in favore delle fasce più deboli della popolazione, ma i veti s’incrociarono proprio e soltanto sulla destinazione d’uso e per così dire fisica di quei locali la cui riqualificazione era stata pensata per renderli migliori quali sede scolastica.