Di seguito il commento del consigliere regionale uscente (e ricandidato) Maurizio Bruno dopo aver appreso della sospensiva concessa dal Tar Puglia – Lecce al Ministero dell’Istruzione e del Merito (e al Primo Istituto Comprensivo di Francavilla Fontana) per la revoca del vincolo di destinazione scolastica del plesso “Gianni Rodari” di Francavilla Fontana. Un plesso, fresco di ristrutturazione a fini scolastici, che Bruno avrebbe voluto invece destinato ad associazioni operative nel Sociale e in particolare al Centro Occupazione al quale conferma di tenere particolarmente. Di seguito, le dichiarazioni a caldo di Bruno, impegnato nella campagna elettorale a sostegno di Antonio Decaro, dopo aver appreso che la questione – oggetto di ricorso dopo le delibere di Giunta e Consiglio comunale – sarà trattata nel merito dai giudici amministrativi nel settembre 2026.
Oggi è una di quelle giornate che lasciano l’amaro in bocca.
Il TAR ha deciso di sospendere gli atti per restituire vita al plesso “Gianni Rodari”, destinandolo alla cura delle persone con disabilità del Centro Occupazionale: un luogo che per tanti ragazzi e volontari non è solo uno spazio, ma una casa, una famiglia, un pezzo di dignità.
È una decisione che pesa, inutile negarlo.
Perché, come ha scritto il presidente Gerardo Di Punzio, a Francavilla tutelare la causa dei disabili è ancora terribilmente difficile.
Difficile, nonostante tutto: nonostante le necessità evidenti, nonostante la generosità di chi ogni giorno si spende gratuitamente, nonostante il valore umano e sociale che quel Centro rappresenta per la nostra comunità.
In questi mesi ho fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità per trovare una soluzione giusta, una sede stabile, un luogo all’altezza di chi ogni giorno lotta contro l’indifferenza.
E continuerò a farlo. Perché non è accettabile che la burocrazia pesi più della solidarietà.
So che oggi qualcuno si sente sconfitto.
Ma io non riesco a chiamarla sconfitta: la chiamo una battaglia che continua.
Perché non è ancora detta l’ultima parola, e perché chi crede nella dignità delle persone non si ferma davanti a un ricorso.
Continueremo a cercare una strada, insieme, con la forza di chi sa che la giustizia sociale non si misura nei regolamenti, ma nella capacità di una comunità di non lasciare indietro nessuno.