Centinaia di scarpe nuove nell’intermodale: scovate e sequestrate dalla guardia di finanza. Ipotesi cavallo di ritorno

Centinaia e centinaia di paia di scarpe sono state trovate dai militari della guardia di finanza della Compagnia di Francavilla Fontana nei locali in disuso del centro di carico intermodale o di ciò che avrebbe dovuto esserne. L’interporto non è mai entrato in funzione, nonostante i recenti e vani tentativi di trovare un interessato a dargli in qualche modo vita. Qualcuno, però, pare sapesse cosa farne: usarlo come deposito, probabilmente di merce oggetto di furto. Se ne sono accorti i finanzieri, che hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro moltissime scarpe ricettate e forse oggetto di un futuro cavallo di ritorno. Questo aspetto, però, sarà da approfondire: anche perché le fiamme gialle francavillesi hanno trovato il peccato ma non il peccatore.

Chi ce le aveva messe in quel posto quelle scarpe? Sono tuttora in corso indagini per capirlo e potrebbero essere d’aiuto in tal senso, le telecamere di sorveglianza posizionate nei paraggi. Ciò che si sa è che quelle scarpe – varie marche, anche di una certa qualità – sono state trovate intonse nella storica madre delle cattedrali nel deserto dell’amministrazione locale. Dal “sarebbe stato” centro di carico intermodale non ci è passata, in tutti questi anni, neppure una banana ma di soldi pubblici in quella struttura ne furono spesi – no, non investiti – tantissimi: circa 12 milioni di euro, rivalutazione alla mano. Le intenzioni iniziali per un suo utilizzo strategico, anche perché sostanzialmente equidistante fra le tra provincie di Brindisi, Taranto e Lecce, erano persino nobili. Poi più di qualcosa andò storto, non si sa perché né precisamente per colpa di chi. E il Comune fu persino costretto a restituire, pian piano, una parte dei fondi alla Regione. Ma questa è un’altra storia, che comunque e in qualche modo accompagna la prima.



Infatti, di recente, qualcuno ha pensato di sfruttare quei capannoni abbandonati per stoccare merce presumibilmente – si potrebbe dire, sicuramente – rubata. Un luogo pubblico sguarnito nel quale accatastare merce sottratta non si sa come, quando, perché e a chi. L’ipotesi più plausibile – tutta da dimostrare – è quella che conduce a ipotizzare un’estorsione: restituzione della merce in cambio di soldi. Ed è questa una delle piste sulle quali lavora la Compagnia della guardia di finanza di Francavilla Fontana, molto attenta rispetto ai reati che incidono sull’economia e sull’onesta concorrenza tra imprese.


Ora s’indaga – visionando anche le telecamere di sorveglianza presenti nella zona e nell’area Pip – per risalire agli autori dello stoccaggio, ma si cerca anche di capire come tutto ciò sia stato possibile in un immobile sotto la responsabilità pubblica, per quanto inutilizzato (e depredato) sostanzialmente da quando è stato edificato. Le domande cui dare una risposta sono ora apparentemente semplici: chi ha accatastato quelle scarpe nell’intermodale? Perché l’ha fatto? Chi avrebbe dovuto sorvegliare affinché ciò non avvenisse? Le indagini della guardia di finanza possono dirsi tutt’altro che concluse.

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