Di seguito alcune considerazioni da parte del Collettivo di ricerca culturale Latiano:
Sono in corso a Latiano interventi in vari punti della città che coinvolgono il verde pubblico: in particolare, da qualche giorno, presso il Liceo delle Scienze Umane, L’amministrazione comunale sta procedendo all’abbattimento di un numero significativo di pini pluridecennali lungo il perimetro del giardino della scuola, tra via Papa Giovanni e via Francavilla.
Giorni fa, sono già stati già abbattuti parecchi alberi lungo via Papa Giovanni. I lavori continuano a spron battuto, dato che è previsto l’abbattimento di almeno sei alberi in via Francavilla e di una dozzina di pini alle spalle della scuola, ove essi formano un vero e proprio viale. L’amministrazione comunale ritiene di doverli abbattere per motivi di sicurezza, sulla base di una relazione tecnica stilata da un agronomo. Com’è possibile che improvvisamente siano diventati pericolosi più di venti pini monumentali? Si ricordi che questi alberi, alti e maestosi, emettono ossigeno per tutta la scuola, per il quartiere e per l’intera comunità. Molti di essi, a occhio nudo, non sembrano a rischio di caduta. Semplicemente, non sono stati potati per almeno vent’anni, ed ora si dice che siano a rischio di caduta. Molto meglio sarebbe procedere con la potatura, piuttosto che lasciarsi prendere dalla furia distruttrice.
Si spera che il Sindaco e l’assessore al ramo vogliano riconsiderare la cosa, dal momento che, tra l’altro, la potatura, al presente, sarebbe molto meno costosa dell’abbattimento. Se la cosa non sarà rivista, tra un settimana avremo oltre venti pini monumentali in meno. Si parla della possibilità di ripiantare alberelli al posto di alberi abbattuti, come se fosse la stessa cosa ma a Latiano tante volte sono stati abbattuti alberi e non sono mai stati rimpiazzati. Inoltre, è risaputo che a Latiano si è molto al di sotto degli standard previsti dalla legge in quanto a verde pubblico. Infine, occorrerebbe pensare cento volte prima di distruggere un grande albero, vista la crisi climatica, e dal momento che abbattere significa rinunciare a tutto l’ossigeno generato dalle grandi piante in piena crisi climatica (fra l’altro, si ricordi che Latiano presenta anche un alto tasso di polveri sottili, alle quali gli alberi fanno da argine).
Un altro esempio di scarsa attenzione al verde pubblico è la nuova pavimentazione del piazzale della Stazione, ove sono state di recente abbattute delle piante e dove gli antichi lecci, che prima avevano una certa quantità di terreno intorno, ora sono stati circondati da cemento impermeabile, cosa sconsigliata da tutte le moderne direttive, che suggeriscono invece la salvaguardia di ogni metro di suolo e sconsigliano l’aumento di superfici impermeabili. Un’ultima cosa che sarebbe interessante capire è se e fino a che punto questi interventi rientrino nel piano del verde presentato dal Sindaco la scorsa primavera.