«Il castello? Da espropriare». E l’assessore condivide, ma la collega di Giunta getta acqua sul fuoco: è già in corso la procedura migliore

C’eravamo tanto… Amati. Il candidato al Consiglio regionale Fabiano Amati (Per la Puglia, con Decaro presidente) ha proposto l’esproprio del castello di Oria per garantirne la fruizione pubblica. Amati ha anche argomentato la sua originale proposta e ci si arriverà di seguito. Ciò che risalta è che però il post – dichiaratamente elettorale del candidato alla Regione – sia stato condiviso idealmente e sui social dall’assessore oritano Domenico D’Ippolito, tra le cui deleghe figurano Lavori pubblici, Urbanistica, Sviluppo economico, Verde pubblico e Centro storico. Non deleghe qualsiasi, insomma.

Qualcosa che non è passato inosservato quantomeno per due ragioni. La prima ragione: l’amministrazione comunale di Oria ha due “sue” candidate al Consiglio regionale: una è l’assessora Elena Marrazzi, candidata in Fratelli d’Italia a sostegno di Luigi Lobuono presidente per il centrodestra; l’altra è la consigliera comunale Daniela Capone, candidata proprio nella lista “Decaro Presidente” per il centrosinistra. La seconda ragione: da tempo, la maggioranza sta cercando una soluzione condivisa per la riapertura del castello, che è proprietà privata (di Borgo Immobiliare Srl, che fa capo alla famiglia Romanin-Caliandro).

Dopo il fallimento di un primo tentativo di realizzare per via burocratica museo con annessi bar e ristorante quali servizi accessori, ecco in corso un’altra conferenza di servizi per percorrere una strada alternativa. E cioè, quella che potrebbe condurre – col necessario consenso del Consiglio comunale – a una deroga urbanistica utile ad autorizzare nel castello anche ricevimenti e feste.

Secondo lo strumento vigente – un “antico” piano di fabbricazione – ciò non sarebbe possibile. Non nel cuore del cuore del centro storico. Intanto, l’assessore regionale uscente e candidato Amati ha fatto una sua proposta: ha annunciato l’intenzione di proporre una legge regionale di dotazione finanziaria finalizzata all’espropriazione per pubblica utilità del castello di Oria.

Il castello, monumentale e vincolato dal 1955, è attualmente di proprietà privata e, poiché è chiuso al pubblico, Amati ne definisce la situazione come “inaccettabile,” in quanto sottrae un bene di “forte identità” alla collettività. La proposta mira ad attuare l’articolo 95 del Codice dei beni culturali, che consente l’esproprio quando c’è un importante interesse pubblico per migliorare la tutela e garantire la fruizione pubblica del bene stesso. Il finanziamento regionale, stimato intorno ai 4,5 milioni di euro (secondo la valutazione dell’Agenzia delle Entrate), servirebbe a ottenere l’autorizzazione dal Ministero della Cultura per avviare la procedura.

Discorde proprio l’assessora Marrazzi (candidata di centrodestra), che dichiara: «È positivo che si parli del castello – dichiara – ma è doveroso ricordare che questa amministrazione ha mostrato sin dal primo giorno massimo interesse e impegno per la riapertura, seguendo passo dopo passo l’iter amministrativo necessario e mantenendo un dialogo costante con tutti gli enti coinvolti. Al momento è in corso un procedimento amministrativo che deve completarsi nel rispetto delle norme e dei tempi previsti. Ci muoviamo con serietà, senza scorciatoie e senza proclami, perché solo il rispetto delle regole può portare a un risultato stabile e concreto per la città».

«In questi giorni – prosegue – si è parlato di una possibile legge regionale per finanziare l’acquisizione pubblica del castello: è una proposta legittima, ma anche la conferma che oggi non esiste alcuno strumento immediato per realizzare quanto annunciato. In altre parole – incalza – si tratta di pura propaganda elettorale, una dichiarazione d’intenti priva di basi operative reali: il castello di Oria non ha bisogno di slogan o di passerelle, ma di continuità amministrativa e rispetto istituzionale».

Riassumendo: secondo l’assessore regionale uscente, per la Regione non sarebbe troppo esoso spendere quattro milioni e mezzo di euro (o qualcosina in più) ma comunque la procedura sarebbe lunga e complessa. Secondo l’amministrazione comunale di Oria – d’accordo il sindaco Cosimo Ferretti – non è questo il caso di mandare ancora all’aria le trattative in corso. Così stando le cose, comunque, qualche problema potrebbe porsi. D’Ippolito e Marrazzi, peraltro, nel 2023 sono diventati consiglieri comunali a suon di preferenze (759 a testa). E, insomma, una possibile frattura politica locale si nota e anzi è piuttosto evidente. Comunque andranno le cose, il destino del castello resta ancora tutto da disegnare.

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