Maltrattamenti e tentato omicidio ai danni di sua madre, disposto giudizio immediato per un 21enne

Si è aggravata la posizione di un giovane di 21 anni, G.D. le sue iniziali, arrestato lo scorso settembre dai carabinieri della Stazione di Oria per porre fine a una situazione di violenza domestica. Nei giorni scorsi, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Nicola Lariccia, ha emesso nei confronti del giovane oritano, difeso dall’avvocato Raffaele Pesce, un decreto di giudizio Immediato, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Giovanni Marino.

Il 21enne è chiamato a rispondere di due gravi capi d’accusa: maltrattamenti in famiglia ai danni della madre e tentato omicidio. L’arresto era scattato circa due mesi fa, a seguito della denuncia della vittima, la madre del ragazzo, che ha raccontato ai militari, guidati dal comandante Angelo Libardi, mesi di litigi, prevaricazioni e atteggiamenti violenti del figlio, il quale risulterebbe anche gravato da problemi di dipendenza.

In fase d’indagine, i carabinieri e il pm Marino hanno ricostruito una serie di episodi violenti. Tra questi, spicca l’accusa di tentato omicidio, derivante da un episodio in cui G.D., preso dalla rabbia, avrebbe addirittura messo le mani al collo della madre.

L’avvocato Raffaele Pesce

Inizialmente, a G.D. era stata contestata anche un’accusa di tentata estorsione, sempre a danno della madre. Questa accusa, tuttavia, è successivamente decaduta come da qualificazione dei fatti operata dalla Procura. In sede di interrogatorio, il 21enne, assistito dal suo legale (Pesce) ha negato il tentato omicidio, pur confermando parte delle altre accuse.

Con l’emissione del decreto di giudizio immediato, la difesa ha ora 15 giorni di tempo per proporre al Tribunale eventuali riti alternativi, come il rito abbreviato o il patteggiamento, che permetterebbero di evitare il dibattimento ordinario. In assenza di scelta per riti alternativi, l’imputato dovrà comparire per la prima udienza davanti al Tribunale di Brindisi (in composizione collegiale) il prossimo 7 gennaio 2026. Il 21enne, la scorsa estate, sarebbe stato vittima di un presunto sequestro di persona.

Secondo la Procura, il sequestro sarebbe stato una “vendetta” successiva a un suo diniego, dopo che G.D., esperto dronista ossia pilota e maneggiatore di droni, aveva ammesso di aver introdotto microcellulari nelle carceri – non solo pugliesi – attraverso l’uso di droni per conto di terzi. Un discorso a parte, quest’ultimo, che percorre altre strade giudiziarie. Intanto, il 21enne e il suo legale hanno un paio di settimane di tempo per scegliere la migliore strategia difensiva per maltrattamenti in famiglia e tentato matricidio.

Non è detto che difensore e imputato ricorreranno a riti alternativi rispetto all’ordinario, infatti per ora resta in piedi il giudizio immediato (con cui si salta l’udienza preliminare, essendo ritenuta evidente la prova) disposto dal gip Lariccia, ferma restando la possibilità di chiedere a stretto giro un patteggiamento ovvero un abbreviato.

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