Dal virtuale al reale: il “Del Prete – Falcone” contro le nuove dipendenze

di Giada Pesare, Zoe Polimeno e Francesca Albano
(Redazione Scolastica IISS Del Prete-Falcone)

Il 15 novembre 2025, nell’Auditorium dell’I.I.S.S. Del Prete Falcone, le classi terze hanno avuto l’opportunità di dialogare con il dott. Giuseppe Turco, Direttore Unità di Pronto Soccorso dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto, in un incontro formativo e laboratoriale sulla prevenzione, l’educazione e la tutela dalle nuove dipendenze.

Ad introdurre l’incontro ai ragazzi delle classi terze, la nostra Dirigente Scolastica, Pierangela Scialpi, che ha dato il benvenuto  ai presenti e sottolineato l’importanza di parlare con i giovani di una piaga sociale che dilaga e si evolve in nuove forme di dipendenza patologica che testimonia un nesso contraddittorio tra “piacere e autolesionismo” e che occorre arginare con interventi mirati di prevenzione e intervento operativo in collaborazione con istituzioni ed enti specializzati nel settore.

“Si pensa che certe problematiche siano lontane dalla nostra realtà. Tuttavia, non dobbiamo sottovalutare il problema delle nuove forme di dipendenza, come quelle legate alla tecnologia e al gioco d’azzardo online, ha affermato il Sindaco Gaetano Pichierri, sempre pronto e disponibile ad accogliere gli inviti della comunità scolastica e a collaborare nell’educazione dei giovani.

La voce della scuola

La Preside ha, quindi, ripreso la parola per spiegare l’impegno della scuola nell’affrontare tematiche così importanti. “La presenza di tre figure istituzionali oggi testimonia come il benessere psicofisico di voi ragazzi ci stia particolarmente a cuore. Inoltre, ha sollevato la questione dell’intelligenza artificiale e del suo impatto sulla società. “L’intelligenza artificiale sta dilagando in tutti i settori della vita e la nostra scuola sta cercando di preparare gli studenti a una gestione consapevole e critica delle nuove tecnologie, al fine di comprenderne i vantaggi e anche le insidie”.

Il Dott. Giuseppe Turco: le radici delle dipendenze e le soluzioni possibili

Il Dott. Giuseppe Turco ha proseguito l’intervento spiegando che le dipendenze non sono un fenomeno nuovo, ma oggi si manifestano in modi diversi rispetto al passato. “Le dipendenze passano in secondo piano se non ne conosciamo le cause. L’universo, infatti, si muove intorno all’amore e alle emozioni, e la loro la mancanza crea vuoto emotivo, che spesso si cerca di colmare con una dipendenza. Esistono, infatti, sostanze chiamate neuromediatori, come la dopamina, il principale neurotrasmettitore coinvolto nei meccanismi di gratificazione e ricompensa,  che viene associato a sensazioni di piacere ed euforia. Come tale, è anche uno dei principali mediatori chimici su cui agiscono le sostanze psicoattive in grado di causare dipendenza. Eppure basterebbe poco per innalzare i livelli di dopamina. Per esempio, educare i ragazzi a osservare la natura, a vivere a contatto con il mondo reale, a godere della sensazione di benessere di una passeggiata o del piacere di un dono inaspettato .

Nella società moderna, invece, l’isolamento dei ragazzi porta a stati di depressione, ansia e stress, che peggiorano se vengono accompagnati da una mancanza di sonno continua, fino ad arrivare al caso degli Hikikomori. Le nuove dipendenze, inoltre, sono create su misura per la nuova società, perché al contrario delle dipendenze “storiche”, quelle moderne non sono perseguibili dalla legge, perché si può incorrere nella violazione della privacy dell’individuo”.

La dipendenza affettiva e il rischio dell’isolamento digitale

Un altro tema trattato dal Dott. Turco è stato quello dell’affettività virtuale. Secondo il medico, molte persone, soprattutto i più giovani, sono ormai dipendenti da relazioni virtuali, che si sviluppano e alimentano tramite chat. “Le parole d’amore sono facilmente dichiarate in chat, ma dal vivo non le sappiamo più dire”, ha osservato. Questo tipo di isolamento emotivo è particolarmente pericoloso perché, se non affrontato correttamente, può portare a gravi conseguenze psicologiche e a un peggioramento della qualità della vita.

Telefono e fumo: le dipendenze tra le mura scolastiche

A seguire, la Preside ha fatto un breve intervento parlando delle dipendenze che si nascondono nella scuola stessa, più di preciso nei bagni. Ha affermato, infatti, che molti alunni usano i bagni scolastici come nascondiglio per utilizzare il telefono e per fumare, atti proibiti dal regolamento. Molti ragazzi, vivono una vera e propria crisi d’astinenza, se impossibilitati a fumare anche per poco tempo.

Concordando con la Preside, il Dott. Turco ha spiegato che una crisi d’astinenza è data dall’abbassamento dei livelli dei neuromediatori a cui si è abituati nella dipendenza, e questo, prima provoca una sensazione di euforia, ma successivamente, causa momenti di depressione. Ha spiegato che si può sviluppare una dipendenza anche in pochi giorni e che alcune di queste sono più accettate dalla società dei consumi, anche se causano gravi danni fisici. Un esempio è il fumo, molto diffuso e legale,  che porta a patologie anche gravi nei giovanissimi.

Le domande degli studenti: un confronto aperto

Dopo gli interventi dei relatori, è stata la volta degli studenti che, con grande partecipazione, hanno posto le loro domande, in un dialogo aperto e stimolante al confronto con il relatore e la dirigente scolastica. Tra i temi sollevati, uno dei più discussi è stato il ruolo delle famiglie nel prevenire le dipendenze, insieme alla richiesta sulle possibili strategie e sulle ripercussioni fisiche e sociali delle varie dipendenze; dalla diffusione e pericolosità delle sigarette elettroniche, al peso dell’età e al problema delle possibili ricadute, fino alla possibilità di ritornare in piena salute, dopo anni di dipendenza dal fumo.

Il dott. Turco è riuscito con un linguaggio semplice a rispondere alle domande dei ragazzi, sottolineando, infine, che la chiave per superare una dipendenza è godersi appieno la vita e valorizzare l’amicizia, l’affetto e l’amore, che sono ciò che la dipendenza cerca di sostituire.

La Dirigente Scialpi ha, quindi, concluso  sottolineando che uscire da una dipendenza vuol dire riacquistare quella libertà che la scuola, insieme alle istituzioni, deve sempre fissare come obiettivo: formare cittadini consapevoli, responsabili e liberi!

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