Maxi operazione antimafia nel Leccese, anche tre brindisini tra gli indagati

L’operazione “Escape” (in inglese, fuga) dei carabinieri in forza al Comando provinciale di Lecce, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia, è scattata alle prime luci dell’alba di quest’oggi (mercoledì 19 novembre) e ha portato all’applicazione di 22 misure cautelari nei confronti di presunti sodali di un’associazione di stampo mafioso, con il sequestro di beni mobili e immobili per un valore complessivo di poco meno di un milione di euro.

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Le 22 misure cautelari, disposte dalla giudice per le indagini preliminari Valeria Fedele, hanno visto 18 persone finire in carcere e i restanti quattro ai domiciliari, nell’ambito di un’indagine che conta in totale 55 indagati. L’organizzazione criminale, che si ritiene fosse attiva prevalentemente nei territori di Squinzano, Trepuzzi, Racale e Taviano, è accusata di un ampio ventaglio di reati, tra cui spaccio di sostanze stupefacenti, rapine, porto illegale di armi ed esplosivi, estorsioni, ricettazioni e altri gravi crimini.

L’operazione “Escape” ha lambito anche la provincia di Brindisi, interessando tre persone che risultano indagate a piede libero. Si tratta del 49enne C.B. di Erchie, del 39enne N.G. di Francavilla Fontana e del 40enne T.S. di Torchiarolo. Tutti e tre sono chiamati a rispondere di una singola ipotesi di reato a testa, specificatamente in materia di droga, e per loro non è stata disposta alcuna misura restrittiva.

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