Da Napoli alla Puglia, un altro trionfatore al Mondiale di Pizza Contemporanea nella categoria “genio e follia”: un prodotto diverso dal solito

C’è un tocco di genio e un pizzico di follia nella vittoria di Giovanni Manganiello, pizzaiolo professionista di origini napoletane che ha trionfato alla seconda edizione del Campionato Mondiale di Pizza Contemporanea. La competizione, svoltasi l’altro ieri presso il Parco delle Querce di Crispiano e organizzata dall’Accademia Professionale del Gusto, ha visto Manganiello aggiudicarsi il primo posto nella nuova e innovativa categoria “Genio e Follia”.

Napoletano di nascita ma pugliese d’adozione, Manganiello vive in Puglia da ben 25 anni, di cui 23 trascorsi a Francavilla Fontana. Con 15 anni di esperienza alle spalle, è un istruttore specializzato che si muove con disinvoltura tra la tradizione napoletana e le sperimentazioni contemporanee. La sua carriera è legata a doppio filo al territorio di Manduria e dintorni, dove ha collaborato con realtà note come lo Zeus (2021) e il Sottosopra di Uggiano Montefusco (prima della sua trasformazione in “Pizzeria del Sud Est”). Attualmente, durante la stagione estiva, porta la sua arte al Bar Pizzeria Camè di San Pietro in Bevagna (ex Bar Firenze).

La pizza che ha conquistato i giudici è un vero e proprio omaggio alla creatività, capace di fondere culture gastronomiche diverse. Chiamata “Raclè al Sud”, la creazione di Manganiello è un tributo alla classica raclette, reinterpretata in chiave meridionale.

Ecco come il maestro pizzaiolo descrive la sua opera:

  • La forma: Un impasto rettangolare che evoca visivamente la piastra in pietra ollare tipica della raclette.
  • Il bordo: Ripieno di salsiccia di maiale, un richiamo goloso al grasso naturale che cola durante la cottura sulla piastra.
  • Il cuore: L’interno è diviso in 6 quadretti, ciascuno impreziosito da una fonduta di Parmigiano Reggiano e dall’immancabile formaggio Raclette fuso.
  • Il tocco finale: All’uscita dal forno, la pizza viene completata con paprika affumicata (per richiamare la tostatura della carne) e peperoni in agrodolce. Quest’ultimo ingrediente è la chiave di volta del piatto: serve a “pulire la bocca” e a bilanciare la ricchezza dei formaggi, creando un equilibrio perfetto tra grassezza, acidità e freschezza.

Un successo meritato per un professionista che ha saputo unire le sue radici partenopee con l’accoglienza della terra pugliese, dimostrando che nel mondo della pizza c’è ancora spazio per inventare e stupire.

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