Spari contro l’auto del rivale, indagini chiuse: due giovani verso il processo per tentato omicidio

Sono ufficialmente chiuse le indagini preliminari per l’agguato armato, a sfondo sentimentale, dello scorso 27 giugno alla periferia di Torre Santa Susanna. Il pubblico ministero della Procura di Brindisi Luca Miceli ha, nelle scorse ore, notificato l’avviso di conclusione nei confronti di due giovani residenti proprio a Torre: il 24enne Christian Simmini e il 26enne Giuseppe Maggiore. Sono accusati di tentato omicidio, esplosione di colpi di arma da fuoco e porto e detenzione illecita di arma in luogo pubblico.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’episodio avrebbe avuto i contorni di una vera e propria esecuzione, fortunatamente fallita solo per la prontezza di riflessi della vittima. Simmini e Maggiore, intorno alle 21.45 di quel 27 giugno, avrebbero preso di mira un “rivale” in contrada “Bellapaccia”, area rurale e di villeggiatura estiva che sorge ai confini del centro abitato della cittadina.
Maggiore, attualmente ai domiciliari, avrebbe avuto il ruolo di autista: alla guida di un’auto, avrebbe tagliato la strada al mezzo della vittima, sbarrandogli la via di fuga. A quel punto sarebbe entrato in azione Simmini: il 24enne, armato di una pistola calibro 9×21, avrebbe esploso almeno cinque colpi d’arma da fuoco in direzione dell’abitacolo. Secondo la pubblica accusa, con l’intenzione di uccidere. I proiettili infransero il finestrino e colpirono la portiera lato guida del veicolo in cui c’era il bersaglio designato.

Quest’ultimo riuscì a salvarsi gettandosi tempestivamente sul sedile, uscendo miracolosamente incolume da quell’improvviso raid. Alla base del folle gesto, secondo le ipotesi investigative, vi sarebbero state questioni sentimentali. Simmini era stato fermato poche ore dopo i fatti, mentre Maggiore – inizialmente datosi alla macchia per non essere arrestato – si era costituito nella caserma dei carabinieri di Torre Santa Susanna nei giorni successivi.

La posizione di Christian Simmini, attualmente ristretto nel carcere di Lecce, appare particolarmente delicata in quanto il giovane è al centro di più indagini. Infatti, di recente è stato anche raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare per altri fatti che lo riguarderebbero: tentata estorsione ai danni di un concittadino 24enne e danneggiamento seguito da incendio. Solo pochi giorni fa, infatti, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, dopo averlo interrogato, ha disposto il carcere per Simmini, accusato di essere il mandante dell’incendio dell’auto del 24enne (avvenuto nell’aprile 2025) e di aver aggredito la stessa vittima a pugni nel tentativo di estorcergli denaro.

Con la notifica dell’avviso di conclusione indagini relative ai fatti di contrada “Bellapaccia”, il collegio difensivo ha ora 20 giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti o chiedere nuovi interrogatori. Simmini è difeso dall’avvocato Raffaele Missere, mentre Maggiore è assistito dagli avvocati Giuseppe Sorio e Serena Missere. Gli indagati, come sempre, sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

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