Droga sì, ma lieve entità: condanna a due anni e multa per un 31enne che torna in libertà

Condanna sì, ma con lieve entità del fatto. Si è conclusa con una condanna a due anni di reclusione e una multa di 2mila euro la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto V.C., un 31enne di Erchie finito nei guai la scorsa estate per questioni legate alla droga. La sentenza è stata pronunciata l’altro ieri dalla giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Brindisi, Barbara Nestore, al termine di un procedimento definito con rito abbreviato.

Questa scelta processuale, avanzata dal difensore dell’imputato, l’avvocato Giuseppe Sorio, ha permesso all’uomo di beneficiare dello sconto di un terzo della pena, ma l’aspetto più rilevante della decisione del giudice risiede nella riqualificazione del reato.

L’accusa originaria, infatti, era quella di detenzione illecita di sostanze stupefacenti, scaturita da un blitz effettuato dai carabinieri il 22 luglio 2025. In quell’occasione, i militari dell’Arma avevano bussato alla porta dell’abitazione del 31enne a Erchie per eseguire una perquisizione domiciliare mirata. L’attività investigativa aveva dato esito positivo: all’interno della casa erano stati rinvenuti e sequestrati poco più di 22 grammi di cocaina. Le successive analisi di laboratorio, i cui risultati sono confluiti nel capo d’imputazione, avevano stabilito che il principio attivo della sostanza ammontava a quasi 15 grammi, un quantitativo che, secondo le stime degli inquirenti, avrebbe potuto fruttare potenzialmente circa un centinaio di dosi da immettere sul mercato dello spaccio locale.

L’avvocato Giuseppe Sorio

Oltre allo stupefacente, i carabinieri avevano trovato elementi che lasciavano ipotizzare un’attività di spaccio organizzata: materiale ritenuto utile per il confezionamento delle dosi e, soprattutto, un biglietto manoscritto riportante una serie di nominativi affiancati a cifre in denaro, interpretato dagli investigatori come una sorta di contabilità dell’attività illecita. Un ulteriore dettaglio emerso durante le indagini riguardava l’automobile in uso all’uomo. Grazie all’intervento dell’unità cinofila, era stato possibile scoprire delle modifiche strutturali al veicolo, verosimilmente realizzate per creare nascondigli sicuri per il trasporto della droga, circostanza che era stata puntualmente riportata nel capo d’imputazione come elemento a supporto dell’accusa. Appena un mese dopo l’arresto in flagranza, era stato emesso il decreto di giudizio immediato.

Durante l’udienza, il pubblico ministero aveva richiesto una condanna a due anni e otto mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa, ritenendo la condotta dell’imputato di gravità ordinaria. La difesa, tuttavia, ha puntato sulla riqualificazione del fatto come reato di “lieve entità”, argomentando che il quantitativo e le modalità di detenzione rientrassero in questa fattispecie meno grave prevista dal testo unico sugli stupefacenti. La giudice Nestore ha accolto questa tesi difensiva, rideterminando la pena finale in due anni. Contestualmente alla lettura del dispositivo della sentenza, per le cui motivazioni bisognerà attendere 60 giorni, la giudice ha disposto la cessazione dell’efficacia della misura cautelare cui il 31enne era sottoposto. V.C., dunque, è tornato in libertà, chiudendo così, almeno per il primo grado di giudizio, questo capitolo giudiziario iniziato con il blitz di luglio nelle campagne di Erchie.

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